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sembrafacile
ginnastica della mente per restare calmi e mantenersi in forma/lina



11 sett. 2007 -  11 mag. 2009
56.000 visite nei primi 20 mesi, e senza "trucco" alcuno, nè aggregatori: GRAZIE !!!






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GRAZIE al Governo Prodi, cresce il sostegno ai genitori con figli


...(Gl'itagliani), i contadini, gli artigiani, al vederlo venire, si ritiravan rasente al muro, e di lì facevano scappellate e inchini profondi, ai quali non rispondeva. Come inferiori, l'inchinavano anche quelli che da questi eran detti signori; ché, in que' contorni, non ce n'era uno che potesse, a mille miglia, competer con lui, di nome, di ricchezze, d'aderenze e della voglia di servirsi di tutto ciò, per istare al di sopra degli altri. (un Tale, detto "Il nano d'arcore", da Alessandro Manzoni)

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 L'incubo ... di Annalisa

PURTROPPO,
il 13 aprile 2008, l'ìultimo pezzo del puzzle è stato... attaccato! 



(...) mi pare corrino tante cose in benefizio d'uno principe nuovo, che io non so qual mai tempo fussi più atto a questo. (...) cosí al presente, volendo conoscere la virtù d'uno spirito italiano, era necessario che la Italia si riducessi nel termine che ell'è di presente, e che la fussi più stiava che li Ebrei, più serva ch'e' Persi, più dispersa che li Ateniensi, sanza capo, sanza ordine; battuta, spogliata, lacera, corsa, et avessi sopportato d'ogni sorte ruina. (da "Il Principe", di Niccolò Machiavelli)


"Parmi un assurdo che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestono e puniscono l'omicidio, ne commettono uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'omicidio, ordinino un pubblico assassinio"  (Cesare Beccaria)
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sembrafacile non si ritiene responsabile di danni derivanti dall'errato utilizzo di Internet Explorer.

* Amo la vita, la libertà. Amo chi lotta, chi non si ferma. Amo la sincerità, ma non quella a tutti i costi. Amo fare e disfare. Amo la mia testardaggine, le mie figlie, il mio errare. Amo divertirmi, amo il mare e il sorriso della gente. Amo la vita nelle sue forme positive e negative. Amo la pace, ma non quella delle piazze. Amo pensare, discutere, mettermi in gioco. Amo l'arte con la semplicità di chi non è esperto, ma curioso di scoprirla, conoscerla, assaggiarla, degustarla, farla mia.  *
(da un blog, una sera...)





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Il Programma del PD


Attivati


Attivo il blog dei Wolontari!

Decreto 31 Luglio 2007

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7/03/2001. Le immagini inserite sono per lo più prese da internet. qualora la pubblicazione violasse i diritti d'autore vogliate comunicarlo e saranno immediatamente rimosse


DIARI
3 giugno 2009
...questo il mio profilo su Facebook, dove ormai risiedo in prevalenza, come fossi "in villa"...
prego tutti gli amici o conoscenti, interessati ad accedere al mio "profilo" su Facebook, di volermi cortesemente chiedere il link d'accesso tramite mail, o nei comment qui sotto...
grazie !

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permalink | inviato da lupoAlberto il 3/6/2009 alle 12:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
musica
17 dicembre 2008
in questi giorni ho riscoperto una canzone-poesia che é stata, ed é ancora, un autentico mito...
Il meticcio
Parole e musica di Georges Moustaki, 1969
(mia traduzione originale)



Con questa faccia da mezzosangue,
da ebreo errante di padre greco.
con 'sti capelli ai quattro venti,
con gli occhi slavati
che mi danno un po' l'aria da sognatore,
a me che ormai sogno di rado...

Con queste mani da ladruncolo,
da suonatore e da girovago,
che hanno razziato un bel po' di "giardini"... (=frutteti, doppio senso...),

Con queste labbra che han bevuto, baciato e morso (=mordicchiato, doppio senso...),
senza mai saziare la propria fame...

Con questa faccia da meticcio,
da ebreo errante di padre greco,
da ladro e vagabondo...

Con questa pelle che s'è sfregata
al sole di tutte le estati (=stati, =condizioni, triplo senso...),
a tutto ciò che indossava una sottana...

Con questo cuore, che ha saputo far soffrire
tanto quanto ne ha sofferto,
senza per questo far tante storie (doppio senso...),
con quest'anima, che non ha più
nemmeno la minima chance di salvezza
per evitare il purgatorio...

Con questa faccia da meticcio,
da ebreo errante di padre greco,
e 'sti capelli ai quattro venti...
io verrò, mia dolce prigioniera,
anima-mia sorella, mia fonte viva...
io verrò a bere i tuoi vent'anni,
e sarò il Principe azzurro,
sogantore o piuttosto garzone,
come a te andrà di scegliere.

E faremo di ogni giorno
tutt'un'eternità d'amore,
di cui si vivrà fino a morirne...



permalink | inviato da lupoAlberto il 17/12/2008 alle 2:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
POLITICA
20 ottobre 2008
e...vvai !!! per Barack Obama si preannuncia il trionfo !!!!

da repubblica.it del 20 ottobre...

Folla oceanica a Saint Louis per il democratico a 16 giorni dall'election day
Ma nei sondaggi il repubblicano recupera e riduce il distacco a tre punti

Missouri, in 100.000 al comizio di Obama
e anche Powell appoggia il democratico

Lo sfidante di McCain raccoglie 150 milioni di finanziamenti in settembre, un record
E il senatore dell'Arizona evoca la sconfitta: "Ho avuto comunque una vita meravigliosa"


SAINT LOUIS - Una folla immensa, 100.000 persone, è accorsa ieri ad ascoltare l'intervento elettorale del candidato democratico alla Casa Bianca, Barack Obama, a Saint Louis, nello stato del Missouri. Intanto il candidato democratico incassa l'appoggio dell'ex segretario di stato Colin Powell. Nei sondaggi Obama resta favorito, ma il repubblicano John McCain guadagna consensi.

Il comizio. Quella di ieri è stata la partecipazione tra le più copiose registrata fino ad ora per un comizio del candidato democratico, a poco più di due settimane dall'election day, il 4 novembre prossimo. "Che magnifico spettacolo! E' tutto quello che riesco a dire", ha reagito Obama guardando la marea di suoi sostenitori che si erano raccolti sotto un grande arco che sorge nel centro di St. Louis, principale città dello stato nel cuore del Paese, costruito in omaggio ai pionieri americani.

Il senatore dell'Illinois non è nuovo alle grandi folle: alla convention del partito democratico a Denver, in Colorado, i fans erano 84.000. A maggio in 75.000 erano accorsi per sentirlo parlare a Portland, nell'Oregon (nord-ovest). Ma la vera folla oceanica lo ha atteso 'fuori casa', in Europa: erano 200.000 nel parco cittadino del Tiergarte a Berlino quando, nel luglio scorso, Barack Obama pronunciò un attesissimo discorso.

Powell tifa Obama. L'ex segretario di Stato Colin Powell, repubblicano, ha fatto sapere di appoggiare il candidato democratico nella corsa alla Casa Bianca. Obama, ha spiegato Powell, ha mostrato di esser capace di "fermezza e coerenza" ed è una figura capace di trasformare il Paese. Quello dell'ex capo della diplomazia dell'amministrazione di Bush junior ed eroe della guerra del Golfo, ai tempi in cui alla Casa Bianca c'era Bush padre, è un duro colpo alla campagna del repubblicano John McCain, suo amico, ed è stato annunciato durante la trasmissione 'Meet the press' della Nbc. McCain, secondo Powell, non è pronto per la presidenza. Obama "offre occhi freschi e nuove idee" mentre il suo rivale repubblicano si limiterebbe a "porre in atto l'ortodossia dell'agenda repubblicana".

Finanziamenti record. Nel mese di settembre Barack Obama ha raccolto 150 milioni di dollari in donazioni per la campagna presidenziale: una cifra record, che porta il totale dei suoi finanziamenti a 605 milioni di dollari, cifra senza precedenti nella corsa alla Casa Bianca. Il precedente record mensile, sempre di Obama, era di meno della metà: 65 milioni.

Il candidato ha montato una gigantesca campagna bussando alla porta della gente comune e utilizzando ampiamente Internet, e di conseguenza una campagna porta a porta in numerosi stati anche repubblicani per convogliare alle urne le fasce di elettorato più disinteressate alla politica. Questo margine di vantaggio finanziario ha consentito al democratico di martellare la sua immagine con spot tv diffusi in numerosi stati. E gli spot tv sembra si stiano per allargare anche a stati fortemente repubblicani come Georgia e Dakota del nord dove la forbice con McCain si sta restringendo.

Il sondaggio. A sedici giorni dalle elezioni del presidente americano, il candidato democratico resta favorito nei sondaggi, ma il repubblicano John McCain guadagna consensi, riducendo di un punto il distacco. Il sondaggio odierno dell'istituto Zogby indica il vantaggio solo di 3 punti. Obama guida ora per 48 a 45 rispetto alla rilevazione di ieri che era di 48 e 44 punti percentuali rispettivamente (il sondaggio ha un margine di errore del 2,9%).

McCain evoca la sconfitta. Colpito duramente dall'appoggio del suo ex compagno di partito Colin Powell a Obama e dall'enorme quantità di fondi che il suo rivale è riuscito a mettere insieme, McCain ha evocato la possibilità di essere sconfitto. Alla domanda della Fox se abbia mai pensato alla possibilità di essere battuto, McCain ha ammesso che sì, ci ha pensato: "Certamente. Ma non mi crogiolo in questo pensiero. E comunque ho avuto una vita meravigliosa. Posso tornare a vivere in Arizona, a rappresentare il mio paese in Senato, con una famiglia meravigliosa, e una vita piena di benedizioni", ha detto.

SOCIETA'
17 ottobre 2008
partita da Bologna, un'autentica insurrezione popolare di massa d'insegnanti-genitori-studenti, uniti e insieme, manda a quel paese "questo" governo-fantoccio delle destre, finalmente "desnudo" !
...e una ministra "bocciata", la povera, inetta, confusa e incompetente Gelmini (che, con un cognome così, si poteva già immaginare cosa fosse in grado di partotrire, la sua testolina...!).

ARRIVEDERCI TUTTI
al 25 ottobre,
a Roma al Circo Massimo,
per "contarci" e vedere se...
ci riusciamo a farla finita,
con 'ste "pagliacciate governative" !

intanto, conserviamoci per ricordo 'sta pagina !!!

http://www.unita.it/pdf/20081017.pdf

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permalink | inviato da lupoAlberto il 17/10/2008 alle 15:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
politica estera
26 settembre 2008
...è proprio vero che non c'è limite al peggio! anche questa dovevamo leggere, di un candidato alla Presidenza di quella che per molti (è) era la "Democrazia di riferimento", nevrastenico e schizoide, che...
... non ci sta, e butta all'aria il tavolino coi mattoncini di "Lego", tanto da far dire all'avversario - mestamente inginocchiato a raccoglierli - "...mai come adesso la Nazione deve vedere e conoscere chi vuole guidarla in questi tempi difficili...!". Trattasi - l'avrete già capito - di  John MacCain , famosa testa calda dal pessimo carattere, che gli ha meritato in Parlamento il nomignolo di "McNasty", Mac la peste..


IL COMMENTO

La Pearl Harbor della politica

di VITTORIO ZUCCONI


IL CAOS politico americano, quello che si trascina fra il fallimento del bushismo e una stagione elettorale troppo lunga, e che ha permesso la tragedia finanziaria, ci ha proposto l'inedito "numero" del candidato che scappa.

Un candidato che si chiama fuori dalla partita per due giorni e non vuole più dibattere l'avversario. Come se la democrazia fosse un incontro di basket, John McCain ha chiesto un time-out, per salvare la propria squadra da una sconfitta che il tabellone dei sondaggi cominciava a lampeggiare.

John McCain e Sarah Palin
...ma 'sti due, persano di candidarsi alla
Presidenza
della Nazione (un tempo...) la
più potente del mondo, o... ad un
entertainement show ???
(ndr)

Il dibattito probabilmente si farà, e questa sera assisteremo finalmente al confronto, perché Barack Obama ha risposto che lui si presenterà sul palco in quanto "mai come adesso la nazione deve vedere e conoscere chi vuole guidarla in questi tempi difficili". Ma il fatto stesso che un candidato annunci di avere "sospeso la campagna elettorale", come fosse un puzzle da riporre per qualche ora, a 40 giorni dal voto, è uno di quei colpi di testa (e di nervi) che i colleghi senatori conoscono bene e che molti elettori temono.
John McCain, famosa testa calda dal pessimo carattere che gli ha meritato in Parlamento il soprannome di "McNasty", Mac la peste, ha semplicemente cercato di buttare all'aria il tavolo di gioco, come fanno i bambini molto immaturi o i vecchi molto stizzosi quando perdono.

 

Nel mezzo di quella che il finanziere più autorevole degli Stati Uniti, quel Warren Buffett che viene guardato come l'ultimo oracolo, ha definito una "nuova Pearl Harbor", la flotta di coloro che dovrebbero proteggerci naviga alla deriva, sballottata dal vento dei sondaggi e delle manovre elettorali, senza ordini né piani chiari. Se il padre di John McCain, il magnifico ammiraglio che consumò tutto sé stesso nella risposta all'aggressione giapponese nel Pacifico e pagò la fatica disumana morendo d'infarto il giorno dopo la vittoria, potesse vedere il figlio annaspare in queste ore, lo spedirebbe in cambusa, lontano dal ponte di comando.

(...)

http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/economia/crisi-mutui-6/comm-zucconi/comm-zucconi.html




permalink | inviato da lupoAlberto il 26/9/2008 alle 10:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
25 settembre 2008
...ecco, come sotto un lampo al magnesio, materializzarsi il Brasile o il Cile degli anni '70, quando le giunte militari chiudevano le scuole per un intero anno...
...e gli adolescenti, ormai stanchi di giocherellare o giocare per l'intera giornata, "inventarono" (mi hanno spiegato colà, pochi anni dopo) i graffiti, cioè un modo compulsivo di "essere creativi a tutti i costi", pur senza aver imparato assolutamente nulla...

...lettere di un alfabeto che non esiste, segni e arzigogoli ripetuti ossessivamente fino all'orgasmo cerebral-masturbatorio, pur di far credere a se stessi che ancora "sapevano esprimersi", seppur solo graficamente...


Ebbene... è uno dei rari casi in cui ne vale veramente la pena.

Riporto qui infatti, e integralmente, l'ecezionale "manifesto", o "tesi", o "lezione magistrale" - chiamatelo pure come più vi aggrada - cioè il bellissimo articolo di Michele Serra sulla prima pagina de la Repubblica di oggi, 24 settembre 2008.

Di solito basterebbe un link, che poi è stato inventato apposta per non ingombrare inutilmente i thread e i blog, ma questa volta no, questa volta eccezionalmente bisognerebbe proprio leggerlo tutto, e meditarlo, meditarlo... e parola-per-parola.

Gli cambio solo il titolo (Michele mi perdonerà, come pure il titolista...), perchè anche qui si deve esser chiari, e... allertati a dovere.


Il pensiero sbrigativo
(ovvero come andare dritti-dritti verso il baratro dell'incultura), di Michele Serra.

...e per di più fischiettando allegramente "Và pensiero" (se leghista), o "La canzone popolare" se (centrosinistro)



La campagna per il ritorno alla maestra unica, al di là dei propositi contingenti di "risparmio", aiuta a riflettere in maniera esemplare sulle ragioni profonde delle fortune politiche della destra di governo, e sulle sue altrettanto profonde intenzioni strategiche. Sono intenzioni di semplificazione. Se la parola-totem della sinistra, da molti anni a questa parte, è "complessità", a costo di far discendere da complesse analisi e complessi ragionamenti sbocchi politici oscuri e paralizzanti, comunque poco intelligibili dall'uomo della strada, quella della destra (vincente) è semplicità.

La pedagogia e la didattica, così come sono andate evolvendosi nell'ultimo mezzo secolo, sono avvertite come discipline "di sinistra" non tanto e non solo per il tentativo di sostituire alla semplificazione autoritaria orientamenti più aperti, e a rischio di permissivismo "sessantottesco". Sono considerate di sinistra perché complicano l'atteggiamento educativo, aggiungono scrupoli culturali ed esitazioni psicologiche, si avvitano attorno alla collosa (e odiatissima) materia della correttezza politica, esprimono un'idea di società iper-garantita e per ciò stesso di ardua gestione, e in buona sostanza attentano al desiderio di tranquillità e di certezze di un corpo sociale disorientato e ansioso, pronto ad applaudire con convinzione qualunque demiurgo, anche settoriale, armato di scure.

In questo senso la proposta Gelmini è quasi geniale. L'idea-forza, quella che arriva a una pubblica opinione sempre più tentata da modi bruschi, però semplificatori, è che gli arzigogoli "pedagogici", per giunta zavorrati da pretese sindacali, siano un lusso che la società non può più permettersi. Il vero "taglio", a ben vedere, non è quello di un personale docente comunque candidato - una volta liquidati i piloti, o i fannulloni, i sindacalisti o altri - al ruolo di ennesimo capro espiatorio. Il vero taglio è quello, gordiano, del nodo culturale. La nostalgia (molto diffusa) della maestra unica è la nostalgia di un'età dell'oro (irreale, ma seducente) nella quale la nefasta "complessità" non era ancora stata sdoganata da intellettuali, pedagogisti, psicologi, preti inquieti, agitatori politici e cercatori a vario titolo del pelo nell'uovo. Una società nella quale il principio autoritario era molto aiutato da una percezione dell'ordine di facile applicazione, nella quale il somaro era il somaro, l'operaio l'operaio e il dottore dottore. Una società che non prevedeva don Milani, non Mario Lodi, non Basaglia, ovviamente non il Sessantotto, e dunque, nella ricostruzione molto ideologica che se ne fa oggi a destra, è semplicemente caduta vittima di un agguato "comunista".

In questo schemino, semplice ed efficace, la cultura e la politica, a qualunque titolo, non sono visti come interpreti dei conflitti, ma come provocatori degli stessi. Se la pedagogia "permissiva" esiste, non è perché il disagio di parecchi bambini o la legnosità e l'inadeguatezza delle vecchia didattica richiedevano (già quarant'anni fa) di essere individuati e affrontati, ma perché quello stesso problema è stato "creato" da un ceto intellettuale e politico malevolmente orientato alla distruzione della buona vecchia scuola di una volta. Insomma, se la politica è diventata un format, come ha scritto Edmondo Berselli, la sua parola d'ordine è semplificazione.

Per questa destra popolare
, e per il vasto e agguerrito blocco sociale che esprime, la complicazione è un vizio "borghese" (da professori, da intellettualoidi, beninteso da radical-chic, e poco conta che il personale scolastico sia tra i più proletarizzati d'Italia) che non possiamo più permetterci, e al quale abbiamo fatto malissimo a cedere. Non solo la pedagogia, anche la psicologia, la sociologia, la psichiatria, nella vulgata oggi egemone, non rappresentano più uno strumento di analisi della realtà, quanto la volontà di disturbo di manipolatori, di rematori contro, di attizzatori di fuochi sociali che una bella secchiata d'acqua, come quella della maestra unica, può finalmente spegnere. La lettura quotidiana della stampa di destra - specialmente Libero, da questo punto di vista paradigma assoluto dell'opinione pubblica filo-governativa - dimostra che il trionfo del pensiero sbrigativo, per meglio affermarsi, necessita di un disprezzo uguale e contrario per il pensiero complicato, per la massa indistinta di filosofemi e sociologismi dei quali i nuovi italiani "liberi" si considerano vittime non più disponibili, per il latinorum castale di politici e intellettuali libreschi, barbogi, causidici, che usano la cultura (e il ricatto della complessità) come un sonnifero per tenere a freno le fresche energie "popolari" di chi ne ha le scatole piene dei dubbi, delle esitazioni, della lagna sociale sugli immigrati e gli zingari, sui bambini in difficoltà, su chiunque attardi e appesantisca il quotidiano disbrigo delle dure faccende quotidiane. Già troppo dure, in sé, per potersi permettere le "menate" della sinistra sull'accoglienza o il tempo pieno o i diritti dei gay o altre fesserie.

La sinistra ha molto di che riflettere:
la formazione culturale e perfino esistenziale del suo personale umano (elettorato compreso) è avvenuta nel culto quasi sacrale della complessità del mondo e della società, con la cultura eletta a strumento insostituibile di comprensione anche a rischio di complicare la complicazione... Ma non c'è dubbio che tra il rispetto della complessità e il narcisismo dello smarrimento, il passo è così breve che è stato ampiamente fatto: nessuna legge obbliga un intellettuale o un politico a innamorarsi dell'analisi al punto di non rischiare mai una sintesi, né la semplificazione - in sé - è una bestemmia (al contrario: proprio da chi ha molto studiato e molto riflettuto, ci si aspetterebbe a volte una conclusione che sia "facile" non perché rozza o superficiale, ma perché intelligente e comprensibile). Ma la posta in gioco è molto più importante del solo destino della sinistra. La posta in gioco - semplificando, appunto - è il destino della cultura, degli strumenti critici che rischiano di diventare insopportabili impicci. Se questa destra continuerà a vincere, a parte il marketing non si vede quale delle discipline sociali possa sperare di riacquistare prestigio, e una diffusione non solo castale o accademica. Perché è molto, molto più facile pensare che l'umanità e la Terra siano stati creati da Dio settemila anni fa (cosa della quale è convinta ad esempio la popolarissima Sarah Palin) piuttosto che perdere tempo e quattrini studiando i fossili e l'evoluzione. È molto più rassicurante, convincente, consolante pensare che le buone maestre di una volta, con l'ausilio del cinque in condotta e di una mitraglia di bocciature, possano mantenere l'ordine e "educare" meglio i bambini ipercinetici, e consumatori bulimici, che la televisione crea e che la propaganda di destra ora lascia intendere di poter distruggere, perché è meglio avere consumatori docili (clienti, come dice Pennac) piuttosto che cittadini irrequieti. È meglio avere certezze che problemi.

È molto più semplice pensare che il mondo sia semplice, non fosse che per una circostanza incresciosa per tutti: che non lo è. Il mondo è complicato, l'umanità pure, i bambini non parliamone neanche. Se le persone convinte di questo obbligatorio, salutare riconoscimento della complicazione non trovano la maniera di renderla "popolare", di spiegarla meglio, di proporne una credibile possibilità di governo, di discernimento dei principi, dei diritti, dei bisogni fondamentali, diciamo pure della democrazia, vedremo nei prossimi decenni il progressivo trionfo dei semplificatori insofferenti, dei Brunetta, delle Gelmini, delle Palin. Poi la realtà, come è ovvio, presenterà i suoi conti, sprofondando i semplificatori nella stessa melma in cui oggi si dibattono i poveri complicatori di minoranza. Nel frattempo, però, bisognerebbe darsi da fare, per sopravvivere con qualche dignità nell'Era della Semplificazione, limitandone il più possibile i danni, se non per noi per i nostri figli che rischiano di credere davvero, alla lunga, al mito reazionario dei bei tempi andati, quando la scuola sfornava Bravi Italiani, gli aerei volavano senza patemi, gli intellettuali non rompevano troppo le scatole e la cultura partiva dalla bella calligrafia e arrivava (in perfetto orario) alla più disciplinata delle rassegnazioni. Cioè al suo esatto contrario.
(24 settembre 2008)



permalink | inviato da lupoAlberto il 25/9/2008 alle 0:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
vita familiare
18 settembre 2008
...questo può significare "nascere da Donna" a Bologna nel nuovo millennio, un evento di meravigliosa creatività e capolavoro della Natura, in totale sicurezza come finalmente la tecnologia può garantire. Oggi, a Bologna con ...orgoglio di "padre".

LA CASA MATERNITA'


L'Associazione "culturale" Il Nido (clicca qui) con la Casa di Maternità ha voluto creare un luogo per la donna e la sua famiglia, dove vivere da protagonisti l'esperienza speciale della maternità.
Ovvero di un luogo in cui si possa seguire l’intero percorso della nascita, dal concepimento fino al primo anno di vita: in maniera naturale, considerando la salute globale di madre e bambino, offrendo una alternativa sicura al parto tecnologico.
Nella Casa Maternità l’assistenza ostetrica al parto è personalizzata e segue i massimi criteri di sicurezza, sempre in collegamento con la struttura ospedaliera per i rari casi di necessità.
Qui la nascita potrà essere, come dovrebbe sempre essere, un momento vero di intimità e condivisione familiare.

Festa d'Inaugurazione della Nostra (delle Donne Bolognesi, cioè di tutte - ma proprio tutte! - le Donne "in attesa" che vivono a Bologna...)

"CASA DI MATERNITA' "

VENERDì 19 SETTEMBRE 2008

ORE 17.00 in via delle Borre, 9 a Bologna
presentazione della sede e aperitivo

ORE 20.30 spettacolo teatrale "Nati in Casa" di Giuliana Musso

presso il Teatro dell'Antoniano (quello de "lo zecchino d'oro"...!) in via Guinizzelli, 3 a Bologna

LA CASA DI MATERNITA'
Un luogo familiare dove la maternità è seguita con calore dal concepimento fino al primo anno di vita compresa la nascita. L'obiettivo è quello di proteggere la nascita naturale e promuovere la salute della donna e del bambino. Vuole representare non solo una maggiore opportunità di scelta sui luoghi del parto, ma la possibilità concreta per l'utenza di vedere soddisfatti i propri bisogni di sicurezza, continuità assistenziale e di intimità.

LO SPETTACOLO
"Nati in Casa" di Giuliana Musso e Massimo Somaglino

Si nasceva in casa, una volta. Nei paesi c'era una donna che faceva partorire le donne: "la comare" la chiamavano. " Nati in Casa" racconta la sua storia: eventi straordinari di vita quotidiana o eventi quotidiani di vita straordinaria.
E attraverso la memoria, un'analisi anche della maternità di oggi: modi, tempi, luoghi, figure professionali e protagonisti reali.
(premiato dall'Ass.Naz.dei Critici di Teatro, Genova 2005)

Ingresso gratuito, per informazioni e prenotazioni contattare la segreteria

 

INCONTRI GRATUITI PER I SOCI

Sostegno all'allattamento
tenuto da un'ostetrica
il secondo e il quarto mercoledì di ogni mese dalle 15.00 alle 17.00

Sostegno allo svezzamento
tenuto da una dietista
il primo martedì di ogni mese dalle 15.00 alle 17.00

Massaggiamo il bambino
tenuto da un'operatrice shiatsu
il terzo mercoledì di ogni mese dalle 15.00 alle 17.00

Informazioni sul parto in casa, in casa maternità
e accompagnamento in ospedale

tenuto da un'ostetrica
il primo lunedì di ogni mese dalle 18.00 alle 20.00

 

CONFERENZE
Aperte alla cittadinanza e gratuite per i soci

sabato 11 ottobre 2008 dalle 9.30 alle 12.30
LA STIMOLAZIONE DEL SISTEMA IMMUNITARIO
Parleremo di: vaccinazioni, disbiosi intestinale,intolleranze alimentari.

sabato 8 novembre 2008 dalle 10.00 alle 12.00
LA GROSSA GRASSA BUGIA DEL COLESTEROLO.

 

CORSI

Corso di primo soccorso in età pediatrica

prossima programmazione a settembre

Corso di preparazione al parto di coppia

dal 22 ottobre 2008 al 1o dicembre 2008
tutti i mercoledì dalle 20.00 alle 22.00

dal 3 novembre 2008 al 22 dicembre 2008
tutti i lunedì dalle 20.00 alle 22.00
le date del corso possono subire delle variazioni

dal 25 novembre 2008 al 13 gennaio 2009
tutti i maratedì dalle 20.00 alle 22.00
le date del corso possono subire delle variazioni

dal 11 dicembre 2008 al 29 gennaio 2009
tutti i giovedì dalle 20.00 alle 22.00
le date del corso possono subire delle variazioni

Corso di preparazione al parto donne

dal 29 settembre al 3 novembre 2008
tutti i lunedì dalle 18.00 alle 20.00

Incontri dopo parto

tutti i venerdì da ottobre dalle 10.30 alle 12.30
ostetriche: Annalisa Pini, Elisa Serenari
operatrice shiatsu: Rita Bujatti

Corso di massaggio shiatsu al neonato

dal 8 ottobre 2008 al 29 ottobre 2008
tutti i mercoledì dalle 10.00 alle 12.00

dal 5 novembre 2008 al 26 novembre 2008
tutti i mercoledì dalle 10.00 alle 12.00

dal 3 dicembre 2008 al 24 dicembre 2008
tutti i mercoledì dalle 10.00 alle 12.00
le date del corso possono subire delle variazioni

Corso di svezzamento naturale

dal 6 ottobre 2008 al 27 ottobre 2008
tutti i lunedì dalle 10.00 alle 12.00

dal 3 novembre 2008 al 24 novembre 2008
tutti i lunedì dalle 10.00 alle 12.00

Acquaticità in gravidanza

sospesa nel periodo invernale

presso la piscina TorreVerde, via Lame 298, a Trebbo di Reno

Acquaticità per neonati

sospesa nel periodo invernale

presso la piscina TorreVerde, via Lame 298, a Trebbo di Reno

Corso formazione baby sitter

inizio 27 settembre 2008
docente Maria Zanini, psicologa

Corso di yoga in gravidanza

tutti i martedì dalle 18.00 alle 19.30
con Rossella Peretto, operatrice yoga




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politica estera
30 luglio 2008
IN MEMORIA DEI DISPERATI CHE CONTINUANO AD ANNEGARE NELLE ACQUE DI LAMPEDUSA: "il treno del giovedì a Ressano Garcia", dal diario di Cserena22, le pagine che vanno dal martedì 14 gennaio 2003 al giovedì 30 gennaio 2003...

Oggi io, il padre, ho l'onore (e il permesso...) di pubblicarle.

Sono pagine importanti e preziose, scritte da una ragazza italiana 24enne neolaureata molto determinata ma riservata, pochi giorni dopo essere "sbarcata" in Mozambico come "casco bianco", nell'ambito del programma di Servizio Civile dell'allora Ministero della Difesa Italiano, per la prima volta aperto anche alle donne...
...certo non giornalista (la prima laurea era in Filosofia, la seconda che le stanno conferendo è in Scienze della Formazione...), ma solo molto appassionata dello scrivere, e così lei "butta giù" sulle paginette del proprio inseparabile diario (diventato nel frattempo elettronico...) le prime forti emozioni vissute "a sorpresa" per il puro gusto forse di rileggerle, o riviverle "scritte", convinta com'era che non verrà probabilmente mai letta da nessuno, nè che le scene di cui è stata sgomenta testimone possano mai avere una rilevanza "politica". E invece... ne son successe, delle cose, da allora !


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Questo che segue infatti è un articolo sullo stesso tema, che apparià però solo oltre un anno e mezzo dopo, nel settembre 2004...


( PAGINA 26 ITALIA CARITAS |
SETTEMBRE 2004 ) per leggere l'originare, clicca quipdf

IL TRENO DEL GIOVEDÌ

IL TRENO DEI DEPORTATI E L'INCUBO DI LINDELA
Dal Mozambico erano emigrati in Sudafrica in cerca di lavoro.
Vengono internati in un centro dove le violazioni dei diritti umani sono gravissime, poi rimpatriati mille alla settimana. Ma molti provano a tornare…


servizi e foto di
Gianluca Ranzato e Cecilia Graiff

  Adesso arriva anche la domenica: riporta in patria, alla stazione di Ressano Garcia emigranti senza fortuna
I racconti delineano una situazione di sistematica e grave violazione dei diritti umani. «Quando veniamo arrestati ci sequestrano beni e documenti, per non restituirceli più. Ci obbligano a bere succo di frutta in cui molti hanno trovato residui di compresse non disciolte: dopo avere bevuto veniamo presi da spossatezza, difficoltà respiratorie e senso di nausea. Le condizioni igienico-sanitarie sono disumane. Chi si lamenta viene percosso o torturato. Chi è ammalato non riceve cure adeguate...
Don Adriano guardsa il treno arrivare, senza sorridere. Lo aspetta da due ore nella stazione annoiata e sporca di Ressano Garcia, posto di frontiera tra Mozambico e Sudafrica. Con lui aspettano amministratori locali e poliziotti, le suore Scalabriniane della vicina casa di accoglienza, membri della commissione
Justiça e Paz
parrocchiale, rappresentanti di Caritas Italiana. E poche altre persone, curiosi e proprietari di minuscole bancarelle che vendono prodotti di seconda mano. L’atmosfera è mesta e carica di tensione. Il treno si ferma fischiando e lascia scendere alcuni agenti sudafricani, armati, che scambiano poche parole e alcuni fogli con i loro corrispettivi mozambicani. Gesti abituali, ma esaurite le formalità, come fosse saltato un tappo, dal treno sciamano centinaia di persone. Per la maggioranza uomini; tra loro poche donne e alcuni minori. Laceri i vestiti, come lo stato d’animo: alcuni scendono sorretti dai compagni. Vengono avvicinati dagli operatori parrocchiali, che li accompagnano al vicino e sfornito “posto di salute”. Molti invece si allontanano rapidi, intimoriti dalla presenza di estranei. (...)

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E poi nello stesso periodo, forse tra il 2004 e il 2005, il giornalista Giuseppe Lanzi (www.giuseppelanzi.org)  scriveva...:

Non è semplice parlare di “frontiere” nel nostro mondo ...

« (...) Come a Lampedusa in Italia, anche a Ressano Garcia, in Mozambico, giungono migliaia di africani che tentano di raggiungere il nuovo Eldorado: migliaia di persone che rischiano la vita per raggiungere le miniere di Diamanti o semplicemente un qualunque lavoro in Sud Africa che è la più prospera economia del continente… tutti i giovedì un treno speciale ne riporta diverse migliaia indietro, pronti a ricominciare questo tragico girotondo. Quanti rimarranno incastrati nell’ingranaggio? E chi si accorgerà di loro?»

ma ecco il testo "integrale" (e le date...) del diario, solo i "nomi propri di persone" sono stati modificati, per rispetto della privacy:

Martedì 14 gennaio 2003

Primo incontro con le Suore Missionarie Scalabriniane (che hanno come carisma il servizio missionario ai migranti) che vivono a Ressano Garcia, cittadina di circa 10.000 abitanti alla frontiera meridionale fra Mozambico e Sudafrica, a 80 km da Maputo.
Presenti: io, Giuliano, Claudia e Gianluigi, che è stato invitato dalla suora superiora, I. M. di L., a partecipare alla prima riunione per la costituzione di una Commissione che si occupi del "problema dei migranti" a Ressano. I clandestini che vengono rimpatriati in Mozambico perchè trovati senza documenti dalla polizia sudafricana, sono circa mille alla settimana.

Mentre Gianluigi partecipa alla riunione io, Claudia e Giuliano,  accompagnati dal silenzio di Dinho, 12 anni, e dal sole che brucia sulle nostre teste ad una temperatura di forse cinquanta gradi, "visitiamo" Ressano, una città immersa nella sabbia e nella polvere rossa e nel calore che sembra ti tolga la vista, l'udito, e la lucidità di spirito. Tutto è sporco, tutto puzza, le mosche assillano persone, cose animali, cibo,spazzatura, bottiglie di coca-cola...
La stazione ha un solo binario. La gente è seduta per terra, le donne sconsolate anche qui vendono le solite cose: banane, manghi, agajù. Nessun rumore, tutto completamente immobile. Davanti, a noi, la savana, immensa.

Entriamo in una sorta di "ufficio della ferrovia", l'unico che c'è. ci parlano per la prima volta del "combojo de quinta-feira", il treno del giovedì che riporta indietro migliaia di mozambicani espulsi. Treno che gli abitanti di Ressano conoscono bene.

I "contrabbandieri di clandestini", invece, li conosciamo a qualche centinaia di metri dalla stazione, scortati da una guardia armata della polizia mozambicana che ci chiede cosa facciamo. Facciamo i turisti, naturalmente.
Sono cinque o sei persone sotto il canjueiro che bevono birra sudafricana. Dietro di loro, oltre il filo spinato, il Sudafrica, il primo mondo, il mondo dove c'è il denaro, il mondo dove c'è tutto quello che vuoi.
Offro una sigaretta a quello che mi sembra il più sveglio, avrà forse vent'anni, che sta abbarbicato sull'albero, e cominciamo a parlare. Veniamo a sapere i prezzi che le sessanta-settanta persone che ogni giorno arrivano da Maputo per passare pagano a loro: 600.000 mtz a persona (meno di 60.000 vecchie lire), di cui 100.000 mtz vanno ai poliziotti che si incontrano per il cammino, se si incontrano. a lui restano 500 contos, così vive. Mi chiede se voglio passare e quanto posso pagare. Non faccio in tempo a rispondere perchè improvvisamente salta su una camionetta che passa di lì a gran velocità, per poi scomparire subito dalla nostra vista annebbiata nel verde del mato.
Banditi permettendo, dopo un'ora sarebbero stati liberi nel mondo libero. Facile, semplice, indolore.

A pranzo con le suore parliamo: quando possiamo venire, se ci possono ospitare. stabiliamo di venire a Ressano ogni mercoledì sera, per aspettare i rimpatriati del giovedì e subissarli di domande. Qui, "giovedì" significa che può arrivare tanto di mattina come di pomeriggio, come il giorno seguente, come non arrivare per niente; in questo caso semplicemente aiuteremmo giocando coi ragazzi del convitto...
Le suore, simpatiche e molto alla mano, anche se troppo chiacchierone per i miei gusti, paiono molto contente di averci tra loro, anche solo per la solitudine che, immagino io, si deve sentire in un posto come quello.
Per quel giorno torniamo a casa al solito ognuno immerso nei suoi mille pensamenti, riflessioni, sconvolgimenti,domande nate già senza risposta, e sensi d'incredulità, fondamentalmente incapaci di proferire parola.

Mercoledì 15 gennaio 2003

Io, Giuliano e Claudia siamo di nuovo dalle suore.
Appena arriviamo ci avvisano che il treno non arriverà, in quanto il periodo è ancora di ferie.
Infatti il treno non arriva dai primi di dicembre e ciò significa che tantissime persone vivono da quella data nel campo di Lindela, il famigerato "campo di detenzione temporanea" o di "concentramento" (...), in cui si dice avvengano torture e violenze terrificanti.
Così, ci sistemiamo fino al giorno dopo a guardare i bambini timidi e sconvolti al solito della nostra presenza aliena, che puliscono le aule e il giardino per il primo giorno di scuola, che zappano i sassi, che giocano a calcio. Giochiamo con loro un po' a palla, ma subito senza forze, ci stendiamo sulle piastrelle davanti al dormitorio.

Mercoledì 22 gennaio 2003

Siamo di nuovo qui, quasi mi sembra di essermici già abituata a questo strano posto di campagna solitaria a sentir parlare brasiliano...Ci avvisano che il giorno dopo dovrebbe arrivare il treno. La sera io, Giuliano e suor Marinì ci mettiamo d'accordo per come presentarci alle persone che scendono dal treno, cosa fare, come rivilgerci a loro, che domande fare. Anche per le suore è la prima volta, se capisco bene.
Stabiliamo gli obiettivi: "ascoltarli per conoscere la loro storia".
In particolare, chiedere quali sono le condizioni vissute fino al momento del rimpatriamento, e le attuali condizioni di salute.
Decidiamo di dividerci in linea di massima così: io mi rivolgerò per quanto possibile alle donne, Giuliano agli uomini adulti, suor Marinì ai giovani.
Buttiamo giù una lista di possibili domande, tipo:
- da dove vieni,
-
quando sei uscito/a dal Mozambico per entrare in Africa del Sud,
- dove sei stato arrestato/a,
- adesso hai qualche documento,
- quando sei entrato/a a Lindela,
- come sei stato trattato/a,
- hai mangiato,
- sei stato picchiato/a-torturato/a-violentato/a,
- avevi l'accesso all'acqua e al bagno,
- sei malato/a,
-
cosa pensi di fare adesso...

Giovedì 23 gennaio 2003

All'una telefona la polizia: sta arrivando il convoglio.
Ci precipitiamo giù per la discesa verso la stazione a gran velocità incitati dalla suora, con l'acqua in mano, i cappellini in testa, una biro e un foglio in tasca.
Arriviamo insieme al treno.
Ci guardiamo intorno spaventati e ci mischiamo alla folla.
Perdo subito gli altri di vista.
Mi sento stupida, impacciata, troppo bianca e pulita, incapace di avvicinare questa gente sporca, affamata, disperata.
Penso istintivamente agli schiavi, o meglio alle scene dei film degli schiavi negri incatenati e frustati nelle navi verso l'America.
Il treno invece mi porta alla memoria le scene dei film sui deportati ebrei nei campi di concentramento.
I visi delle persone, invece, quelli degli albanesi appena sbarcati sulle coste della Puglia visti al telegiornale.
Mi rendo conto che tutto quello che ho visto finora era finto, era in TV o al cinema. E che adesso invece sono qui veramente.
La mia memoria è piena di scene di film, spesso l'Africa ho la senzazione di averla già conosciuta ancora prima di arrivare.
Esserci fa un altro effetto, lascia senza parole, senza possibilità di commento, con molta rabbia e aggressività da buttar giù, rabbia verso i bianchi, i sudafricani, i portoghesi, i colonialisti, i politici, i potenti, i soldi, e anche verso questo mondo, questi uomini che lo abitano, e il dio che li ha creati.

Mi ritrovo comunque, senza quasi rendermene conto subito, a far domande... molti parlano inglese meglio del portoghese, perchè non sono mozambicani, ma si dichiarano tali per sfuggire alla prigionia prevista per i clandestini rimpatriati dalla legge dei loro paesi.
(...)
a proposito:
Maroni dei miei "maroni",
ASCOLTAMI BENE:
togliti dalla testa di riuscire
a ridurci alla stregua
di uno staterello sudafricano...
Non ti sarà permesso!
LO GIURO.

(...)
Parlo con quattro persone, che mi dicono più o meno le stesse cose: sono malati, sono stati torturati e picchiati dalla polizia sudafricana, sia al momento dell'arresto, sia a Lindela, dove sono stati più di un mese, non hanno mangiato quasi niente, uno mi ha detto che il cibo veniva avvelenato con medicine, e per questo non ha potuto mangiare. Non hanno potuto fare il bagno.
Le donne hanno subìto gli stessi trattamenti. Le cerco con lo sguardo: ne vedo una con un carico enorme sulla testa, a fianco a lei una bambina che piange. Non so cosa dire, non so cosa fare.
Resto immobile.
Ad un certo punto mi si avvicina un poliziotto e mi chiede chi sono e cosa faccio. Dico che sono con le suore. Mi dice va bene, ma poi quando mi avvicino ad altri clandestini mi segue ed io non posso parlare liberamente. Vengo a sapere che: i prigionieri di Lindela sono normalmente più di 6.000, in un posto fatto per 1.000 persone.
Dopo un'ora torniamo a casa, accompagnando alcuni uomini all'Ufficio Migrazione perchè possano ottenere un permesso per essere visitati gratuitamente dall'infermiera dell'ospedale di Ressano.
Tutto questo succede per la prima volta, grazie alla Commissione che si è formata (composta da suor M.di.L., superiora, Gianluigi, il capo della polizia di Ressano, alcuni funzionari della Dogana, il segretario dell'Ufficio Migrazione), e con la quale si potrà parlare per denunciare le gravi violazioni di diritti umani di cui abbiamo ascoltato le testimonianze quel giorno.

La prima cosa che ho pensato è che queste persone volevano acqua e cibo prima delle mie domande. E cure. E forse qualche soldo, per poter riprendere il treno e tornare alla propria città, o a qualsiasi città.

Tornati dalle suore assistiamo alla prima riunione con un piccolo gruppo di nove persone attiviste/volontarie messo insieme da Suor Marinì: oltre che del convoglio, si occuperanno di visitare malati di AIDS e seguiranno una formazione per assistenti sanitari.Ci mettiamo d'accordo per andare il giovedì seguente con quattro di loro all' "attendimento e acolhida dos rempatriados" al treno. Saremo in sette invece che in tre.
Sono curiosa di vedere come si rivolgeranno ai loro compatrioti...

Mercoledì 29 gennaio 2003

Quando arriviamo, questa volta, non c'è luce, nè acqua, nè elettricità. Cena con pane e caffè al lume di candela.
Marinì dice che il treno probabilmente non arriverà...

Giovedì 30 gennaio 2003

Invece alle nove telefona la polizia, al solito: il treno è a Komatiporte, fra cinque minuti è a Rossano. Arriviamo alla stazione e con noi il treno, lento, straripante di persone che cominciano a buttarsi giù.

Col mio quadernetto mi avvicino al primo gruppo. Poi al secondo. Poi al terzo. Le stesse storie.

Mi chiamo Alonso, sono mozambicano di Inniambane, ho 15 anni, sono orfano, vivevo a Soweto con mio fratello, sono stato preso dalla polizia il giorno 11 di dicembre, ho passato una settimana al Commissariato e più di un mese a Lindela. Mi hanno picchiato senza ragione, anche adesso nel treno. Il cibo che ci davano era intossicato, dopo un po' ho cominciato a sentirmi male, e ho smesso di bere e di mangiare. Mangiavamo una specie di zuppa (papihna) una volta al giorno e il pane diviso in sei persone. Penso di ritornare in Sudafrica, ma prima devo andare a Maputo per recuperare un po' di soldi. Come ci arrivi a Maputo? Prendo il treno. E il biglietto? Venderò le ciabatte (il treno per Maputo, uno al giorno, costa circa 800 lire, ndr.).

Mi chiamo Jacopo, sono della provincia di Gaza. Oggi nel treno eravamo più di 1.300. Vivevo da 17 anni in Africa del Sud con mia moglie e i miei figli, sono falegname. All'uscita del lavoro sono stato preso dalla polizia. Nonostante avessi con me il passaporto in regola, sono stato portato a Lindela, per "validar" la mia situazione. Sono stato picchiato, per entrare nella prigione di Lindela si passa da varie porte, ogni volta così.... All'ultima porta ho mostrato di nuovo il passaporto. Mi hanno chiesto soldi. Non ne avevo. Hanno strappato il mio passaporto. A Lindela avvelenano il cibo. Quando una persona sta male, dicono che lo curano poi gli fanno iniezioni e sta sempre peggio, finchè muore, noi non sappiamo niente, solo vediamo la gente scomparire. da quando sono arrivato a Lindela sono "scomparse" cinque persone, dopo le "cure". ora devo trovare il modo per tornare dalla mia famiglia. Io, e voi fate questo servizio, chiederei di venire lì a Lindela, di mercoledì, per vedere come ci picchiano quando ci mettono sul treno.

Io sono di Beira,
aggiunge un altro, volevo dire che tutto questo è vero, signora, deve crederci, lì ammazzano la gente a forza di picchiarli.

Dopo un'ora così sono distrutta, non le voglio più sentire queste storie, basta, mi dico, sono tutte uguali. Mi guardo intorno per cercare gli altri: la suora freme per tornare a casa, così come le ragazze attiviste volontarie. Giuliano, invece, è circondato da un gruppo di ragazzini che hanno voglia di raccontare, e vedo che ha incaricato uno di loro a disegnargli una mappa di Lindela. Ne aprofitto per dire alla suora che vadano pure, io ho bisogno uregente di fumare una sigaretta. Sa com'è, potrei morire, vorrei morire...

Mi siedo su un muretto, guardando la folla di persone raggruppate. Sono veramente tantissimi. Aspettano il treno per Maputo.
Ho voglia di andarmene, e sto per farlo quando un ragazzetto mi si avvicina. Trema, è sudato, visibilmente ha la febbre alta. Dico vieni con me, andiamo all'ospedale. Passiamo all'ufficio Migrazione per farci dare un lasciapassare per l'ospedale, come la Commissione aveva concordato, per poter ricevere una visita e medicinali gratuitamente. All'ospedale c'è solo un'infermiera. Dice: polmonite, molto grave. Lo sistema in una stanza. Sto con lui, vedo che non gli hanno dato le medicine. Mi dice poi l'infermiera che gliele ha date, ma deve prenderle a stomaco pieno e l'ospedale non ha cibo pronto adesso da dargli, quindi lo fa aspettare la sera.
Non ci credo.
Lui voleva prendere il treno per Maputo. Allora andiamo via. Gli compro due banane e l'acqua. Prende le medicine.
Poi, barcollando sotto il sole dell'una, per mano, arriviamo al treno, che, per fortuna, non è ancora partito. Lui mi si aggarppa.
Io non so cosa fare.
Gli lascio il mio indirizzo, senza pensarci. Lui sale sul treno e mi dico subito che mi sgrideranno ancora, che ho fatto male, che chissà cosa mi verrà a chiedere ora, che poi io che cosa posso fare.

Già, che cosa posso fare.
Io farei tutto, darei tutto, verrei con bidoni d'acqua e sacchi di pane, mi farei mandare da casa quintali di clorochina e di antidolorifici e soldi per il treno per Maputo. Sto male. Anche Giul, quando ci ritroviamo in casa non parla. Ci diciamo solo «ne parleremo a freddo».

"Ci sono enigmi che nè i vivi nè i morti sanno risolvere
" (Ben Okri, La via della fame, ed.Bompiani, collana "I grandi tascabili")

19 luglio 2008
Se questo sarà il programma di Cofferati per la Bologna del 2009 io ci sto, seppur con qualche "malaise" passeggero... niente "equidistanza": il Partito lo sostenga compatto, e se ci sono delle "anime belle" con vocazione a storcere il naso...

...ad ogni puzzetta, oltre che liberi di proclamare e propagandare ogni possibile linea politica "d'eccellenza, ma alternativa" poichè gourmand d'alto rango a cui fà un baffo chi resta con solo una ciotola di riso.... lo facciano pure, ma siano anche lesti a bussare a Via dell'Umiltà a Roma, o ad Arcore: lì sapranno essere MOLTO PIU' PRECISI ed informati sui metodi per distruggere un partito popolare dall'interno, e disarticolarlo ben bene, perchè se ne stia "tranquillo e asciutto" per almeno una quindicina d'anni (PSI-story docet...!!!).

Dalle Primarie ai diritti degli ultimi: "un'idea diversa di Paese"


19 luglio 2008 

Le parole di Sergio Cofferati e Beatrice Draghetti dal palco dell'assemblea del PD di Bologna



“Ci attendono mesi impegnativi”. Questa la previsione con cui 

Sergio Cofferati apre il suo intervento alla prima assemblea programmatica del Partito Democratico di Bologna, svoltasi a Palazzo Re Enzo il 18 e 19 luglio. Dal palco, il sindaco insiste sulla necessità di “procedere rapidamente nella realizzazione di alcuni appuntamenti”, senza dilungarsi in “discussioni di ceto politico che risulterebbero incomprensibili ai più”.

La strada da seguire è quella di comunicare ai cittadini il lavoro svolto dall'amministrazione, di rendere esplicito ciò che è stato fatto “da tutti, non solo dal sindaco” e di applicare con coerenza quegli orientamenti programmatici che sono alla base del PD. Quindi, ben vengano quelle “occasioni di partecipazione democratica e popolare” rappresentate dalle Primarie, che per Cofferati “andrebbero adottate anche per la scelta dei candidati al Parlamento Europeo, e in ogni altra occasione possibile”. Infine, occorrerà una “fase di confronto”, alla ricerca di possibili coalizioni. Un confronto pacato, “senza imporre a nessuno le nostri idee” assicura Cofferati “ma per discutere di governo con chi intende governare”.

Il primo cittadino di Bologna, sposta poi il riflettore su un quadro nazionale che non esita a definire “incerto”. Questo perché la linea del governo “è la stessa del 2001”, e si prefigge lo scopo di destrutturare il sistema di welfare, attraverso “l'arretramento di tutte le forme di tutela pubblica”. I tagli previsti, se confermati (Cofferati si riferisce in particolare a quello dell'Ici), porteranno per ad un brusco ma inevitabile calo dei servizi, anche in realtà avanzate come quella di Bologna: dalla sicurezza: “sarà difficile mantenere l'attuale livello per mancanza di personale e di mezzi”, alla sanità: “con la possibile necessità della reintroduzione del ticket”, fino all'impossibilità di garantire posti negli agli asili nido e nelle scuole materne “dei quali si avverte sempre più il bisogno”.

Contrastare questa linea politica significa, per Cofferati, “mettere in campo le proprie idee”, non basta “dire non va bene”, ma “si deve proporre un 'idea diversa di Paese, che abbia alla base il rispetto per le persone, tanto sui luoghi di lavoro, quanto nella comunità in cui vivono”.

Sulla necessità di tutelare i diritti dei cittadini insiste anche la presidente della Provincia di Bologna, Beatrice Draghetti, che sottolinea l'importanza di un “ampio coinvolgimento dei cittadini”. Il PD deve essere - propone - “un luogo aperto, arioso, in cui ci sia la capacità di interpretare il pensiero della gente”.

Gli appuntamenti che ci attendono, prosegue Draghetti, vanno affrontati con “l'ottimismo di chi sa di aver lavorato bene in questi quattro anni” e con la “lungimiranza di chi guarda al 2009 con lo sguardo agli anni che verranno dopo”. Ma occorre avvicinarsi a questo appuntamento “insieme” con la gente, per questo, conclude Beatrice Draghetti "bisogna offrire nuovi spazi e occasioni di pubblico confronto”.

(dal sito PD-EmiliaRomagna; Dalle Primarie ai diritti degli ultimi: "un'idea diversa di Paese"




permalink | inviato da lupoAlberto il 19/7/2008 alle 17:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
POLITICA
7 luglio 2008
"...AVANTI E INDRE', AVANTI E INDRE'... che bel divertimento !" : Signore, proprio "non puoi" perdonare loro, perchè "SANNO" QUELLO CHE FANNO, eccome se lo sanno...!
per quanto paia incredibbbile... da repubblica.it leggo esterrefatto quanto segue, a dodoci ore circa dalla mobilitazione di piazza "girogrillando & soci malpancisti di variegata e sinistrofila estrazione", ma poco adusi a "masticar di politica" , e ancor meno a "far opposizione che opponga..." , mi sa...!

Chi non crede ai propri occhi, clicchi pure qui...:

Robin Tax, verso la retromarcia
La maggioranza: "Orientati a ritirarla"


Che sia perchè...
la BandaBassotti di Tramonti & C.,
malguidata da un megalomane in evidente stato confusionale, forse per aver ecceduto in saké,
ha le idee assai poco chiare...
come si dice? poche, ma confuse!
o le ha fin-troppo-chiare su ciò che è INDISPENSABILE per il bene della nazione, ma è cinicamente decisa a fare "altro" ???
a questo punto sorge spontaneo più di un dubbio al proposito...!!!

...gli antichi latini dicevano: "incredibile dictu atque visu" (= incredibile a dirsi e  perfino a vedersi...!), mentre gli anglosassoni e gli anglofili in genere dicono...
"really unbelievable...!
"
POLITICA
27 giugno 2008
santiddio, ma dobbiamo proprio aspettare tutte le mattine di leggere "financo" il Sole24ore, per sapere QUALI BATTAGLIE è prioritario che l'opposizione del governicchio-ombra intraprenda?... non ho parole, leggete un po' qua!
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/06/rete4-questionario-ue-procedura.shtml?uuid=296aa58a-43b5-11dd-b707-be1e34ae86e4&DocRulesView=Libero

 «Affondo della Commissione europea sulle frequenze di Rete4»

Altro che intercettazioni. Venti domande "di fuoco" al Governo italiano. Eccone una, tra le altre, la numero 6: «Qualora si ritenga che sia ancora in vigore» l'autorizzazione a proseguire le trasmissioni in tecnica analogica per gli operatori che non sono titolari di una concessione analogica (Rete 4 e Tele+Nero, oggi D-Free), «si prega di indicare quali eventuali misure le autorità italiane intendono adottare per porre fine a tale autorizzazione».
A fare le domande è la direzione generale per la Concorrenza della Commissione Ue, guidata da Neelie Kroes. Con un questionario inviato nella scorsa settimana al Governo, nell'ambito della procedura d'infrazione aperta su norme della legge Gasparri e della legge 66 del 2001, la Commissione chiede un'interpretazione dell'emendamento sul sistema televisivo approvato in sede di conversione, con la legge 101 del 6 giugno, del decreto per l'attuazione degli obblighi comunitari e l'esecuzione delle sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee.
Paolo Romani, sottosegretario allo Sviluppo con delega alle comunicazioni, dovrà rispondere. Non sarà facile, ad esempio, alla domanda numero 18: come le autorità italiane come intendono ottemperare alla sentenza della Corte di giustizia europea del 31 gennaio 2008?

Ecco una sintesi delle principali domande poste al Governo italiano da Bruxelles e che Il Sole 24 ore è in grado di anticipare.

La 2 e la 3 sono collegate: la Ue chiede di chiarire se il regime dell'autorizzazione generale vale per le emittenti legittimamente operanti per il digitale e per l'analogico. Secondo il testo della legge e le dichiarazioni dello stesso Romani in Parlamento, l'autorizzazione dovrebbe valere solo per il digitale. La Ue chiede poi se è ancora valida la previsione sulla validità delle concessioni e delle autorizzazioni analogiche nazionali e locali che la Gasparri prolunga sino al termine previsto dalla legge per lo switch off digitale (attualmente il novembre 2012, data realistica). Difficile rispondere di no: sta qui, insieme al "generale assentimento" anche a chi non ha titolo, la proroga del regime transitorio della legge Maccanico, vietata dalla Corte Costituzionale dopo il 31 dicembre 2003.

La Ue chiede poi (domanda 5) informazioni sulle emittenti nazionali che non si sono classificate in posizione utile nel 1999
, cioè Rete4 e Tele+Nero, l'attuale D-Free. Oltre a identificarle si chiedono chiarimenti sulla norma che consente loro di continuare a trasmettere in analogico (risposta: il "generale assentimento e la modifica del tetto antitrust del 20% modificato dalla Gasparri).

Il nodo di Rete4
E si arriva alla 6, la questione più "ficcante": «Qualora si ritenesse ancora in vigore» l'autorizzazione (di Rete 4 e Tele+Nero, ndr) di chi non ha una concessione analogica, viene chiesto di indicare «quali eventuali misure le autorità italiane intendono adottare per porre fine a tale autorizzazione».

Ancora: la commissione Ue chiede se l'introduzione dell'autorizzazione al posto della licenza sia sufficiente a introdurre più concorrenza, visto che solo gli operatori analogici possono avviare le trasmissioni digitali.
E così, di seguito, si chiede se il trading tra i soggetti autorizzati «sia sufficiente a ridurre le quote di mercato» agli operatori esistenti. E si chiedono chiarimenti sui criteri della futura assegnazione di frequenze inSardegna, dove su 29 reti solo due saranno a disposizione di eventuali nuovi entranti e non si sa ancora a quali condizioni.
Proseguendo, la Ue chiede una stima delle risorse frequenziali (quote di mercato) utilizzate per l'analogico e per il digitale. Una risposta che non potrà evitare il divario esistente nell'analogico tra il duopolio e il resto delle emittenti.
Chiudiamo questa prima analisi delle venti domande con la numero 18: come intendono le autorità italiane ottemperare alla sentenza della Corte di Giustizia del 31 gennaio 2008, «secondo cui le autorità nazionali devono astenersi dall'adottare una normativa» che ponga un operatore (leggi: Europa 7) che si trovi nell'impossibilità di trasmettere in mancanza di frequenze di trasmissione assegnate sulla base di criteri obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati?

...e, come se non bastasse, IN PRIMA PAGINA, oggi,  LEGGIAMO:

POLITICA
21 giugno 2008
intendo rilanciare qui "l'analisi" di Curzio Maltese pubblicata oggi: autentico e lapidario "manifesto politico" dell'opposizione (se esiste ancora), propongo di sottoscriverlo, darne lettura in pubblico, stamparlo e diffonderlo... E' il minimo.

Che ne dici, Uòlter ???

da...
 la Repubblica.it

L'ANALISI

Il morso del Caimano
di Curzio Maltese

Berlusconi: "Pm sovversivi" E attacca Veltroni: "E' un fallito" Il morso del Caimano

Silvio Berlusconi, in un paio delle sue più "autentiche" e significative espressioni serie da manager, sicuramente catturate non dal suo fotografo personale..., una vera "radiografia della personalità". (da Repubblica.it)

È un po' ingenuo, anzi molto, stupirsi che Berlusconi sia tornato Caimano. Se esiste una persona fedele a se stessa, oltre ogni umana tentazione di dubbio o di noia, questa è il Cavaliere. Era così già molto prima della discesa in politica, con la sua naturale carica eversiva, il paternalismo autoritario, l'amore per la scorciatoia demagogica e il disprezzo irridente per ogni contropotere democratico, a cominciare dalla magistratura e dal giornalismo indipendenti, l'insofferenza per le regole costituzionali, appresa alla scuola della P2.

Il problema non è mai stato quanto e come possa cambiare Berlusconi, che non cambia mai. Piuttosto quanto e come è cambiata l'Italia, che in questi quindici anni è cambiata moltissimo. In parte grazie all'enorme potere mediatico del premier.

Ogni volta che Berlusconi ha conquistato Palazzo Chigi ha provato a forzare l'assetto costituzionale e per prima cosa ha attaccato con violenza la magistratura. Lo ha fatto nel 1994 con il decreto Biondi, primo atto di governo; nel 2001, quando i decreti d'urgenza sulla giustizia furono presentati prima ancora di ricevere la fiducia; e oggi. Con una escalation di violenza nei toni e, ancor di più, nei contenuti dei provvedimenti.

Il pacchetto giustizia di oggi è più eversivo della Cirami e del lodo Schifani, a sua volta più eversivi del "colpo di spugna" del '94. Ma, alla crescente forza delle torsioni imposte da Berlusconi agli assetti democratici, ha corrisposto una reazione dell'opinione pubblica sempre più debole. Nel '94 la rivolta contro la "salva-ladri" azzoppò da subito un governo destinato a durare pochi mesi. Nel 2001 i "girotondi" inaugurarono una stagione di movimenti, con milioni di persone nelle piazze, che si tradussero fin dal primo anno in una serie di pesanti sconfitte elettorali per la maggioranza di centrodestra, pure larghissima in Parlamento. 

La terza volta, questa, in presenza di un tentativo ancora più clamoroso di far saltare i cardini della magistratura indipendente, la reazione è molto debole. L'opposizione, accantonate le illusioni di dialogo, annuncia una stagione di lotte, ma non ora, in autunno. La cosiddetta società civile sembra scomparsa dalla scena. I magistrati sono gli unici a ribellarsi con veemenza, ma sembrano isolati, almeno nei sondaggi. Quasi difendessero la propria corporazione e non i diritti e la libertà di tutti, così come l'hanno disegnata i padri della Costituzione.

Ecco che la questione non è che cosa sia successo a Berlusconi (nulla), ma che cosa è successo al Paese. Siamo davvero diventati un "paese un po' bulgaro", come si è lasciato sfuggire il demiurgo pochi giorni fa? La risposta, purtroppo, è sì. 

In questo quarto di secolo che non ha cambiato Berlusconi, l'Italia è cambiata molto e in peggio, il tessuto civile e sociale si è logorato, il senso comune è stato modellato su pulsioni autoritarie. Molti discorsi che si sentono negli uffici, nei bar, sulle spiagge oggi, da tutti e su tutto, si tratti di immigrazione o di giustizia, di diritti civili come di religione, di Europa o di sindacati, nell'Italia del '94 sarebbero stati inimmaginabili.

Il berlusconismo è partito dalla pancia di un Paese dove la democrazia non si è mai compiuta fino in fondo, per mille ragioni (ragioni di destra e di sinistra), ma ora ha invaso tutti gli organi della nazione ed è arrivato al cervello. La mutazione genetica della società italiana è evidente a chi ci guarda da fuori. Perfino negli aspetti superficiali, di pelle: non eravamo mai stati un popolo "antipatico", com'è oggi. Più seriamente, il ritorno di Berlusconi al potere e le sue prime e devastanti uscite hanno evocato i peggiori fantasmi sulla scena internazionale.

Si tratta però di vedere se il "caso Italia" è tale anche per gli italiani. Se nell'opinione pubblica esistano ancora quei reagenti democratici che hanno impedito nel '94 e nel 2001 la deriva, più o meno morbida, verso un regime. I segnali sono contraddittori, la partita è aperta. Certo, in questi decenni la forza d'urto del populismo berlusconiano è andata crescendo, così come la presa su pezzi sempre più ampi di società. Non si tratta soltanto di potere delle televisioni o dell'editoria, ma di una vera e propria egemonia culturale. E sorprende che nell'opposizione, gli ex allievi di Gramsci, ancora oggi, a distanza di tanto tempo, non comprendano i meccanismi e la portata della strategia in atto.

Altro che "l'onda lunga" di craxiana memoria. Anche loro, purtroppo, non cambiano mai. Si erano illusi (ancora!) di trasformare Berlusconi in uno statista, offrendogli un tavolo di trattative. S'illudono (ancora!) di poter resistere con la politica del "giù le mani" e con l'arroccarsi nelle regioni rosse, che sono già rosa pallido e rischiano prima o poi di finire grigie o nere. In attesa di tempi migliori.

Non ci saranno tempi migliori per l'opposizione. Bisogna trovare qui e ora il coraggio di proposte forti e alternative al pensiero unico dominante, invenzioni in grado di suscitare dibattito e bucare così la plumbea egemonia "bulgara" dell'agenda governativa. Bisogna farsi venire qualche idea, anzi molte, una al giorno, per svegliare l'opinione pubblica democratica dal torpore ipnotico con cui segue gli scatti in avanti di Berlusconi. Lo stesso torpore ipnotico che coglie la preda davanti alle mosse del caimano. Che alla fine, attacca.
(21 giugno 2008)

POLITICA
18 giugno 2008
è proprio vero che, per quanto ci si sforzi di vedere "il bicchiere mezzo pieno", non si finisce mai di stupirsi...! ECCO COSA è arrivato a dire oggi un mente-cactus di un senatore, capogruppo della Lega...


un partitello -
appena l'8,06%
di gregari-ben-allineati -
una cenetta ad Arcore, e via! -
con l'Esperto in emendamenti "furbetti"! -
che s'infilano tra le righe dei decreti-legge
...rivolgendosi ai senatori PD e IdV che compatti abbandonavano l'Aula all'atto delle votazioni sul decreto-legge "sicurezza" : «Se voi state dentro o fuori dall'aula per noi cambia poco...
tanto cambieremo questo Paese
alla faccia vostra!»


"Ma chi sei ???, chi t'ha slegato ???" ...verrebbe da dire...,
se non fosse che mi ritengo a buon diritto...
un "membro della società civile"! 


Così ha voluto precisare in un suo intervento Federico Bricolo, "libero professionista" (chissà cosa vorrà dire per davvero...) da Sommacampagna (prov. di Verona, ai poveri somma-campagnesi tutta la mia solidarietà...),
Il soggetto qui all'esame (...autoptico della sua "segatura mentale", che chissà come c'è finita là dentro, forse per inalazione...!?!) fu autore, fra l'altro, dell'irruzione dei parlamentari della Lega Nord al convegno della Camera dei Deputati dedicato alla figura di Giuseppe Garibaldi, il 6 novembre 2007, capogruppo della Lega Nord (8,06 %...  26,05 % in Veneto, 20,71 % in Lombardia, 12.99 % in Friuli V.G., 12,32 % in Piemonte, 7,12 % in Emilia-R., 6,57 % in Liguria, e poi STOP...!)

In aula tra i banchi dell'opposizione sono restati solo i senatori radicali ("E' una pagina buia della storia della Repubblica e voglio stare qui per votare contro e ricordarla" ha detto Emma Bonino) e dell'Udc.

E, tanto per non farci mancar nulla, ecco altre "carinerie" dell'infausta giornata:

«Un decreto e un ddl. Tremonti e Berlusconi illustrano la manovra da "9 minuti e mezzo"»
Parole chiave: tagli, semplificazione, sviluppo. Durata: tre anni. Valore: 34,8 miliardi di euro. Strumenti: un decreto e un disegno di legge per un totale di circa cento articoli. Obiettivi: 2,4 il rapporto deficit-pil e 0,5 la crescita del prodotto interno lordo. E nel 2011 il pareggio del deficit.»

BUM !!! è arrivato il mago Forrest della finanza "creativa"...!, e difatti:
«Il premier: "Più tasse solo per banche e petrolieri. Tessera per beni primari ai meno abbienti".»
come se banche e petrolieri non potessero, lecitamente!, travasare sui prezzi alla clientela tale maggior costo! ...visto che sono società private quotate con la mission di garantire dividendi agli azionisti... e per i meno "abbienti"??? (non ho mai capito bene quale categoria di cittadini siano, e come e chi lo stabilisca, ma fa' niente...) la "tessera annonaria nominativa"... AVETE CAPITO BENE, non soldi-in-busta-paga ma... udite! udite": UNA CARTA DI CREDITO...! che però, dalla "tessera annonaria" del primo dopoguerra di famigerata memoria, HA DI DIVERSO SOLO IL FATTO CHE... E' DI PLASTICA !!!  

"Ma vaffanculo, và !!!"...oltre che "meno-abbienti", ora ci consideri tutti "ladri" e "fessi"??? - verrebbe da dire...,
se non fosse che continuo ad essere, inflessibilmente e a buon diritto, un "membro, e "duro" (nel senso di "tosto"!) della società civile"...!
 

SOCIETA'
17 giugno 2008
due titoli, oggi: "accordo tra boss e massoni per ritardare i processi...", e "Senato, decreto stop ai processi"... QUESTO significa per te, caro il mio buffo-ridens-con-iperprotesi-alla-Star-Trek, ...affrontare il problema-insicurezza degli italiani ????
COME OSI GOVERNARE, se pensi solo a "io speriamo che me la cavo..."? ...non tradisci così, CLAMOROSAMENTE, la fiducia di chi ti ha troppo ingenuamente votato, fidandosi di te? ..."berluscones", "fascistelli", "legaioli", "brambillini", "applausomani" di variegata estrazione, perchè vi state nascondendo sotto il tavolo ???


«I carabinieri hanno arrestato otto persone in diverse città italiane Tra gli indagati anche professionisti, un ginecologo, una poliziotta e imprenditori.»

Mafia: a Palermo, accordo tra boss e massoni per ritardare alcuni processi

Perquisizioni negli uffici della Cassazione. Un impiegato della cancelleria tra gli arrestati


Mafia, accordo tra boss e massoni per ritardare alcuni processi
PALERMO - Otto persone sono state arrestate in diverse città sulla base di provvedimenti emessi dal tribunale di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione in atti giudiziari, peculato, accesso abusivo in sistemi informatici giudiziari e rivelazione di segreti d'ufficio.

L'operazione, per la quale sono in corso decine di perquisizioni, è stata denominata "Hiram", e ha preso il via nel 2006 in seguito ad accertamenti svolti sulle famiglie mafiose di Mazara del Vallo e Castelvetrano, in provincia di Trapani. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del tribunale di Palermo, Roberto Conti, su richiesta del procuratore Francesco Messineo, dell'aggiunto Roberto Scarpinato e del sostituto della Dda, Paolo Guido.

Tra gli indagati una poliziotta, un ginecologo di Palermo, imprenditori di Agrigento e Trapani, un impiegato del ministero della Giustizia in servizio ad una cancelleria della Cassazione e un faccendiere originario di Orvieto. I carabinieri stanno effettuando perquisizioni in alcuni uffici della Cassazione. L'inchiesta è stata condotta dai carabinieri dei comandi provinciali di Trapani e Agrigento, ma ha coinvolto anche Roma e Terni.

Per l'accusa gli indagati, alcuni dei quali legati dall'appartenenza a logge massoniche, avrebbero formato una rete attraverso la quale affiliati a Cosa nostra avrebbero ottenuto di ritardare i processi in Cassazione, in modo da poter avere la prescrizione dei reati. Di questo sistema si sarebbero serviti anche professionisti, come il ginecologo di Palermo, che era stato condannato anche in appello per violenza sessuale su una minorenne. L'uomo avrebbe pagato somme di denaro per tentare di ottenere l'insabbiamento del procedimento in Cassazione, che infatti risulta pendente da tre anni, per poi accedere alla prescrizione del reato. 

 
Senato: stop ai processi, sul decreto
Schifani: "Sarà seduta vivace"


«Al Senato via alla discussione sul decreto sicurezza per il quale i relatori, Filippo Berselli e Carlo Vizzini, hanno preparato due emendamenti ribattezzati dall'opposizione "salva premier"... »
politica estera
13 giugno 2008
...un uomo serio, modesto, corretto, gentile e affabile, spontaneo ma contenuto, che non tradisce le emozioni, e soprattutto "dal sorriso appena accennato"... ma è "Lui", o un sosia, una controfigura, 'sto beneamato Peracottaro Foltachioma???
...non sarà che abbiamo messo sul trono un "furbetto del governino", una "iena ridens" con idee "poche ma confuse", solo con una gran voglia di farsi amici i "perdenti-potenti" e godersi poi la vecchiaia...? il dubbio sorge impetuoso e preponderante su tutto il resto...Berlusconi e Bush 
Berlusconi e Bush

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permalink | inviato da lupoAlberto il 13/6/2008 alle 1:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
SOCIETA'
8 giugno 2008
oggi: «Prodi vs Ruini, 0-2», «Berlusconi: solo io posso intercettarmi!», «Veltroni e 2 slogan-da-paura: "no a soluzioni semplificate alla percezione della paura", e: "combattere la camorra non basta, bisogna di-strug-ger-la !» ...non male, come spunti, eh?
Prodi:

Romano Prodi, ormai "nonno" a tempo pieno, ha anche voglia di togliersi qualche "sacro sassolino" dalla scarpa... Intervistato da "La Croix", storico quotidiano francese di area cattolico-democratica, non le manda certo a dire al nemico "ex-amico" (aveva persino celebrato il suo matrimonio!) Camillo Ruini, suo conterraneo reggiano ed oggi anch'egli fuori dalle scene...

da:Romano Prodi, les adieux du Professore,a firma Marie Masson, giornalista de La Croix, 20 magio 2008:
(...)Car c’est sur ses relations avec la hiérarchie catholique que Romano Prodi se montre le plus amer. Face notamment à l’attitude hostile de la présidence de la Conférence épiscopale italienne à son égard, lui qui a toujours baigné dans ce milieu.
« Jamais je n’ai été interviewé dans Avvenire, le quotidien italien d’inspiration catholique. Alors que La Croix m’a consacré deux pages en mai 2007. On ne m’a pas pardonné cette phrase : je suis un catholique adulte. Avec la présidence de la Conférence épiscopale, j’ai eu l’impression de me heurter à une opposition politique. »
Un exemple l’a particulièrement frappé : la critique acerbe de ses mesures en faveur des exclus. « Je leur ai téléphoné en disant : pourtant auparavant il n’y avait rien. Je n’ai pas eu de réponse.»

(..) Ma è soprattutto sul fronte delle relazioni con la gerarchia cattolica che Prodi si mostra più amareggiato, in special modo dall'atteggiamento ostile che la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, la CEI, ha tenuto nei suoi confronti, lui che da sempre è stato dell'ambiente. «Non sono mai stato intervistato dall'Avvenire, mentre La Croix, francese, m'ha dedicato ben 2 pagine a maggio 2007. Non mi è stata mai perdonata la frase: 'sono un cattolico adulto'. Con la presidenza della CEI ho avuto come l'impressione di aver a che afre con un'opposizione politica

Ancora, come riporta 
Repubblica nel commento a quest'intervista:
«(...) Prodi non è mai stato intervistato non solo dal giornale della Cei, nemmeno - a differenza di Silvio Berlusconi - dall'Osservatore Romano. Organo della Santa Sede.
A La Croix - fra un cenno all'unica udienza da Benedetto XVI e un affettuoso dilungarsi sugli incontri con Giovanni Paolo II - ha raccontato l'amarezza "soprattutto per
le critiche delle gerarchie cattoliche quando adottai provvedimenti in favore degli esclusi". "Telefonai anche per dir loro che prima comunque non c'era niente. Non mi hanno risposto".»
...e Repubblica chiosa ancora:
«Il reggiano Ruini fece conoscere e sposò Prodi e Flavia, ne fu l'assistente, ma ruppe per sempre quando, dopo il crollo della Dc, chiese all'allora discepolo di guidare la rinascita di un partito cattolico, ottenendo un rifiuto da colui che già pensava all'Ulivo. Prodì rivendica quel "cattolico adulto" con cui si definì quando andò a votare nel referendum sulla fecondazione assistita. Non rispettando - pur votando da cattolico osservante - la chiamata di Ruini all'astensione. Richiamandosi piuttosto a De Gasperi che disobbedì a Pio XII che voleva l'alleanza Dc-Msi al Comune di Roma.»

Berlusconi:


da l'Unità:
Berlusconi: "no a ntercettezioni"? significa il bavaglio a stampa e giudici, ma che bella idea! se è veramente un'emergenza italiana, significa che lui e i "suoi" avevano ancora TANTISSIME cose da dirsi...!

Veltroni 1:
dal meetig romano con i movimenti giovanili "Scambiamoci le idee", Roma 7/6/08,
ecco un video ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE, specialmente la seconda metà, su cui aprire dibattiti...!
"... impedire una soluzione semplificata alla percezione di paura" qui il video 

Ed ecco qui, grazie ad una preziosa segnalazione de "iMille", ("Paura del crimine? " ») un testo molto illuminante sul tema, dal blog di Giuseppe A.Veltri, Ricerca su "Paura del crimine", intervista con Dr. J. Jackson (LSE).

"Il Dr. Jonathan Jackon della London School of Economics mi ha gentilmente concesso una breve intervista sulla sua ultima ricerca (reallizzata con altri colleghi) a proposito di ‘Fear of Crime’. Un tema molto rilevante in questi giorni in Italia ma in generale in Europa. A fine pagine troverete i link per avere maggiori informazioni sugli autori..."

trattasi di una ricerca di studiosi inglesi, DA LEGGERE CON ATTENZIONE, proprio su cosa significa il considerare "diffusa" la percezione della "paura del crimine"...
(oltre che sul blog de "iMille", anche qui la traduzione integrale in italiano dell’intervista.)

Veltroni 2:

Questo il video dell'intervento del segretario del Partito Democratico: Serve una rivolta civile contro la camorra. A Casal di Principe, sabato 7 giugno, una manifestazione del PD "non come le altre"... "NON BASTA COMBATTERE LA CAMORRA, BISOGNA DISTRUGGERE LE SANGUISUGHE!", ha detto Walter Veltroni dal palco in una villa recentemente sequestrata ad un camorrista..
Non è cosa di poco conto, mi pare, nè soprattutto "un'ovvietà", come oggi sberleffa sul suo fogliacco uno stracotto Mario Giordano: «Splendido. Poi magari andrà in Sicilia a parlare contro la mafia e ad Aosta contro quelli che non rispettano la flora di montagna...»
E'opposizione vera, che raggiunge risultati assai concreti e "pesanti" (un Polo investigativo a Casal di Principe, consistente rafforzamento dei servizi di controllo del territorio tra Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri. Sì da Maroni a Veltroni anche all'istituzione della Stazione unica appaltante), caro sig. Distratto Svampiti, niente a che vedere con l'ostruzionismo becero e stucchevole dei "mandiamo a casa Prodi!" , mi sembra...
POLITICA
7 giugno 2008
ma allora? ...il "carrozzone elettorale" del PdL comincia e traballare, eh? adesso, Sicilia (Lombardo...) e Calabria (Loiero...) cominciano ad aprire gli occhi, pensano forse già di "chiedere aiuto" al PD di Veltroni !?
«non è un'alleanza, non è un partito unico, è un 'cartello elettorale'», dicevano...

da repubblica.it:
 Arriva la manovra: 36 miliardi in tre anni, forse approvata il 18 giugno.
Contestati i tagli al Mezzogiorno per finanziarie gli sconti fiscali. Comuni in allarme

Ici, la rivolta della Sicilia,
Lombardo fa ricorso alla Consulta
 

A capo della protesta il leader del Movimento per l'autonomia di Lombardo, l'alleato di Berlusconi. Con lui il governatore della Calabria. (di Barbara ARDÙ)

<b>Ici, la rivolta della Sicilia<br/>"Ricorso alla Consulta" </b> 
Raffaele Lombardo, leader Mpa, e Silvio Berlusconi

ROMA
- La Sicilia non ci sta a pagare di tasca propria l'abolizione dell'Ici per tutti gli italiani. Raffaele Lombardo, presidente della Regione e alleato di Berlusconi al governo, annuncia battaglia. Ricorrerà alla Corte costituzionale contro lo scippo operato dal governo e voterà contro il provvedimento. È il primo strappo del leader dell'Mpa, il Movimento per l'autonomia, imbarcato dal Cavaliere durante la campagna elettorale.

Ma Lombardo non è solo nella rivolta. Insorge anche Agazio Loiero, presidente della Calabria, che ieri durante il primo incontro tra Stato e Enti locali, s'è rivolto direttamente al premier definendo "ingiusto" il sacrificio chiesto a siciliani e calabresi. Tra l'altro, ha aggiunto, si tratta di risorse che "provengono in gran parte dagli impegni assunti nella precedente legislatura a favore dello sviluppo infrastrutturale". Loiero ha chiesto che venga istituito un tavolo per discutere dell'abolizione dell'Ici. Tremonti ha promesso che si rimedierà sbloccando i fondi europei non utilizzati. Soluzione bocciata dal presidente della Calabria, perché quei fondi semmai sono "aggiuntivi" e comunque già finiti.

C'è anche una questione sociale, ha ricordato Loiero, perché parte di quei soldi erano destinati "a stabilizzare lavoratori socialmente utili". Il tavolo per discuterne comunque ci sarà, ha annunciato Leonardo Domenici, presidente dell'Anci, preoccupato per le risorse sottratte ai Comuni. Ma sia il premier che il ministro dell'Economia Tremonti non hanno lasciato ampi margini di manovra. Siamo in periodi di vacche magre, avrebbero detto, ed è necessario che tutti stringano la cinghia. Tant'è che il primo decreto da varare a fine giugno conterrà un piano di tagli triennali per circa 32 miliardi. (...)
SOCIETA'
5 giugno 2008
Cari Dini, Mastella & co., Pezzotta color "rosa bianco-pallido", ministri-per-caso fannulloni e ciacaroni di variegato colore, QUANTI VOTI ci sono costati il non-aver-fatto-sì che questo articoletto apparisse sui giornali "prima" e non "dopo" le elezioni?
...provate un po' a fare un sondaggino (o a farlo fare, visto che tutti voi dite di "averci il polso" dell'elettorato...) e poi ne riparliamo!
Vi è sufficentemente chiara la "frittata" che avete combinato ???
La Storia, con la "esse" maiuscola, ve ne renderà conto, ve ne rendete conto ???

Ma che parlo a fare, quelli manco leggono la posta ordinaria, figuriamoci il web...!
...sono sempre "impegnati altrove", o "fuori sede"...

All'epoca del vituperato Mao (ma anche nelle nostre scuole, qualche decennio fa...) veniva messo un altissimo cappello da "asino", conico di cartone, un cartello al collo con su scritte le malefatte, e costretti a girare nelle strade e nei villaggi più frequentati fra sberleffi, frizzi e lazzi... non so cosa darei, per vedervi fare la stessa fine, assolutamente nonviolenta ed indolore, ma assai "urticante", elettoralmente parlando...!
 

(dalla "cronaca", repubblica.it di oggi...Milano, auto confiscata per sempre

Trovato ubriaco al volante
scatta la confisca dell'auto

Primo caso di applicazione delle nuove norme, di Emilio Randacio
 
leggetelo attentamente
, ho voluto riportarlo integralmente perchè meriterebbe di essere inserito nelle antologie scolastiche della scuola media... Ma cosa c'è, in questa sola "piccola" norma amministartiva, che può far pensare ad una "deriva securtaria", o alla "limitazione degli insopprimibili diritti della persona"... No carcere, no discriminazioni, ma solo (scusate se è poco!) la privazione PER SEMPRE della propria inseparabile, pestilenziale vetturetta! Direte: ma perchè non averci pensato "prima"? ...ah. sì ...a proposito: PERCHE'????

«Quando una pattuglia lo ha fermato all´alba mentre guidava in contromano sulla sua Mazda, non pensava a tanto. Certo, in compagnia di un amico era reduce da una serata in cui avevano bevuto. E anche parecchio. Eppure A. R., 22 anni, nato in Ecuador, ma da diversi anni stabilmente a Milano con la famiglia, sarà ricordato per essere la prima vittima del decreto sicurezza entrato in vigore da una settimana. E la sua Mazda serie 3, colore blu scuro, passerà alla storia per la prima automobile sequestrata a un cittadino milanese che, tra qualche giorno, diventerà ufficialmente di proprietà dello Stato.

La "colpa" è quella di essere stato sorpreso alle 6 del mattino a percorrere via dei Tulipani, una traversa di via Lorenteggio, in senso contrario. Una pattuglia di vigili è intervenuta e, visto il suo stato piuttosto alticcio, ha verificato il livello di alcol nel sangue. Al primo controllo, il giovane ha fatto registrare 2,46 grammi di alcol per litro di sangue. Al secondo ha raggiunto i 2,57 (il limite consentito dal codice è di 0,5 per litro). Immediato il sequestro dell´auto, il ritiro della patente e la segnalazione alla magistratura per il reato di "guida in stato di ebbrezza".

Per il momento, la Mazda 3 si trova nel deposito di via Novara. Se qualcuno sul mezzo fosse stato in grado di guidare, i ghisa, stando alla riforma, potevano lasciarne a loro la custodia. Ipotesi remota. In via dei Tulipani, nessuno dei due era lucido. Ora, nel giro di poche ore, il pm Tiziana Siciliano metterà la firma al decreto penale di condanna e per il ventiduenne inizieranno i guai. Dal punto di vista economico, l´aver alzato troppo il gomito dovrebbe costare una cifra leggermente superiore ai 6.700 euro. Inoltre, il malcapitato A. R., dovrà sborsare il costo quotidiano del deposito fino al giorno in cui la condanna sarà definitiva. A quel punto, la Mazda se la potrà tranquillamente scordare. Sarà probabilmente venduta all´asta, ma le procedure non sono ancora chiare, essendo il primo caso da quando è entrato in vigore il pacchetto sicurezza.

A parte, infine, sono le conseguenze dal punto di vista amministrativo. Visto il livello alcolico, oltre alla macchina, anche la patente gli è stata già praticamente stracciata. Qualche consolazione? Una, piuttosto magra: per il passaggio allo Stato della sua auto non sono previste le spese di rogito.»
POLITICA
4 giugno 2008
... ma allora, veramente SI PUO' FARE!!!, e gli "apprendisti stregoni" sono avvisati, di là come di qua dall'oceano... se l'avversario dispone di Grandi Idee, Solidi Principi, Forti Motivazioni, può succedere di finire sconfitti, contro ogni previsione...
...ed allora non bastano più propaganda e slogan come "bisogna esportare la democrazia", se le vere intenzioni erano altre: imporre con la forza la propria visione egemone del mondo,  sovvertire la coesistenza pacifica ed il multi-lateralismo quasi fossero "piaghe dell'umanità", alla pari di terrorismo, fame, miseria e carestie...!

il "New York Times" stamani titola a tutta pagina:

OBAMA CLINCHES NOMINATION


(Obama centra la nomination, e segna la fine dell'epica battaglia con la Clinton)
ndr: questa seconda parte del titolo è poi stata rimossa, vista la "tattica" dell'indecisione assunta subito dopo da Hillary... )
Obama e gli Indiani

Ecco alcuni tra i principali brani del discorso 'della vittoria' del senatore Barack Obama a St. Paul, in Minnesota.

- "Stanotte segna la fine di un viaggio storico e l'inizio di un altro: un cammino che porterà a un giorno nuovo e migliore per l'America. Stanotte, posso presentarmi di fronte a voi e dire che sarò il candidato dei democratici a presidente degli Stati Uniti".

- "La senatrice Hillary Clinton ha fatto storia in questa campagna, non solo perché è una donna che ha fatto ciò che nessun'altra donna ha fatto prima, ma perché è una leader che ispira milioni di americani con la sua forza, il suo coraggio, e il suo impegno per le cause che ci hanno portato qui oggi".

- "Il nostro partito e il nostro paese sono in uno stato migliore grazie a lei e io sono un candidato migliore per aver avuto l'onore di competere con Hillary Rodham Clinton".

- "In questo momento, un momento che definirà una generazione, non possiamo permetterci di continuare a fare quello che è stato fatto finora. Dobbiamo ai nostri figli un futuro migliore. Dobbiamo al nostro paese un futuro migliore. E a tutti coloro che sognano stanotte quel futuro, dico: cominciamo il lavoro insieme".

- "Ci sono molte parole per descrivere il tentativo di John McCain di cancellare il suo abbraccio delle politiche di George Bush e di farlo passare per bipartisan e nuovo. Ma 'cambiamento' non è una di quelle parole".

- "Dobbiamo essere così cauti nell'uscire dall'Iraq come siamo stati incauti nell'entrarci, ma di sicuro dobbiamo cominciare ad andarcene".

- "E' l'ora di rifocalizzare i nostri sforzi contro la leadership di Al Qaida e in Afghanistan, e mobilitare il mondo contro le minacce comuni del XXI secolo: terrorismo e armi nucleari, clima e povertà, genocidio
e malattie
".

- "America, questo è il nostro momento. E' la nostra ora. E' il nostro momento di girare pagina sulle scelte del passato. La nostra ora di portare nuove energie e nuove idee per affrontare le sfide che ci stanno di fronte. Il nostro momento di offrire una nuova direzione al paese che amiamo".



ECONOMIA
31 maggio 2008
e questa, cosa sarebbe? opposizione "light", forse? smentiti molti grilli-parlanti: questo governo "tritura", insieme coi rifiuti e i "diritti", anche ogni (residua) prospettiva di crescita e di stabilità... ma mi facci il piacere!

...dai dipendenti Alitalia, alla violenza sulle donne, al rifacimento delle ottocentesche ferrovie siculo-calabre e abruzzesi, et voilà...!, tutto al macero!... e questo per togliere l'ICI ai benestanti e per fare un dispetto ai francesi ??? VERGOGNA!!!

Gianni Cuperlo www.giannicuperlo.it/, parlamentare PD, il 29 maggio scriveva:
«Noi con la finanziaria 2008 (art.2, comma 463) avevamo stanziato 20 milioni di euro per un Piano contro la violenza alle donne. Soldi per la prevenzione, l'assistenza alle vittime, l'informazione tramite i numeri verdi, il sostegno terrioriale ai centri antiviolenza. Oggi in commissione Bilancio sono arrivati i tabulati con la copertura prevista dal governo per l'abolizione dell'Ici. I 20 milioni di euro contro la violenza vengono interamente tagliati e requisiti per coprire il buco dell'Ici. Aggiungo che noi avevamo già abrogato l'Ici per il 40% degli italiani (le fasce sociali più deboli). Morale: coi soldi del contrasto alla violenza compenseremo il mancato pagamento dell'unica tassa sul patrimonio esistente. E lo faremo anche per tanti che vivono nell'attico di 150 metri quadri in centro. Ecco, questa è la destra. Vediamo di ricordarcelo. E se possibile di dirlo.»

... sempre ier l'altro, da repubblica.it:
Donne, ambiente e disoccupati: Ici e Alitalia si mangiano i fondi
«Salta la tregua Pd-Pdl. Franco (Pd): "Che fa il ministro Carfagna?"
Martella (Pd): "Scomparsi i soldi per fs e strade al sud". Lombardo (Mpa) contro il governo»

«Vale tre miliardi di euro il decreto fiscale della nuova era Tremonti pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale e quindi in vigore. Soldi che tornano nella disponibilità delle famiglie ma che alle stesse famiglie vengono tolti in altri modi. La scure Tremonti infatti si è abbattuta su decine di fondi già stanziati, dal trasporto locale a quello per l'occupazione (165 milioni), dall'ammodernamento delle rete idrica nazionale a quello dedicato al recupero dei centri storici. Il ministro taglia, dove non serve, dove non c'è appeal, dove gli sembra uno spreco: fa scomparire il fondo anti violenza per le donne e quello per l'inclusione sociale degli immigrati, quello per l'abbattimento degli ecomostri e per il sostegno al trasporto ferroviario delle merci...»
« I fondi contro la violenza contro le donne.Spazzati via 20 milioni...
Sicilia e Calabria, tagli a strade e ferrovie. Il decreto fiscale si mangia 1.432 milioni di euro, fa i conti Andrea Martella ministro ombra del Pd alle Infrastrutture, destinati al grande capitolo "opere pubbliche urgenti per il Sud". Ma come, si chiede Martella, "Berlusconi annuncia il ritorno delle grandi opere pubbliche per rilanciare il sud e poi taglia proprio strade e ferrovie in Sicilia e in Calabria?"...
La scure su trasporti locali e per le merci. Spariscono dal bilancio nazionale 721 milioni di euro destinati a rafforzare il trasporto locale, pubblico e su ferrovia, quel pacchetto di misure necessarie per limitare l'uso di mezzi privati, aiutare i pendolari, far diminuire i camion. I tagli più clamorosi riguardano il "Fondo per la promozione del trasporto pubblico locale", 353 milioni di euro stanziati per il triennio 2008-2010...
399 milioni in meno per l'ambiente.
E' vero che i Verdi non sono più in Parlamento. Ma i tagli di Tremonti alla voce ambiente sono destinati a scatenare un putiferio. Spariscono i 30 milioni per il "recupero dei centri storici", i 60 milioni per le isole minori e altri spiccioli per le biotecnologie e per le filiere Ogm free...
Tecnologie, sport, immigrati, università e cultura: le altre Cenerentole. Forse in pochi piangeranno il taglio alle celebrazioni per la nascita di Giacomo Puccini (1,5 milioni), al Fondo ordinario delle Università (48 milioni) e alla Formazione artistica e culturale (27 milioni). Sono però, questi, soldi che servono anche a tenere in vita le scuole di quartiere e per dare un'alternativa sociale e culturale a chi non se la può pagare di tasca propria...»

... oggi, da: ILSole24ore.com, non certo da "Liberazione" o dal "Manifesto", eh?

Bersani: «Alitalia in pericolo per la demagogia del Governo»

«Per ciniche ragioni elettorali il nuovo governo ha distrutto la soluzione Air France e gettato a mare una procedura limpida». È duro il comunicato inviato ai giornali da Pierluigi Bersani, ministro dell'Economia del governo ombra del Pd. Fortemente critico sull'intervento del Consiglio dei ministri di oggi che ha varato un decreto sulla procedura di privatizzazione di Alitalia. «Con le decisioni di oggi si compie uno strappo rispetto ai tradizionali meccanismi di trasparenza e di pari condizioni nei processi di privatizzazione». Per Bersani, così, «si predispone un vestito su misura per una soluzione che non c'è e che non potrebbe, in ogni caso, esserci al di fuori dell'impegno di grandi soggetti internazionali del settore». Per il ministro ombra del Pd i tempi stringono, restano solo pochi mesi. «I dodici mesi di cui parla il governo sono una previsione da Mago Merlino».

 

SOCIETA'
29 maggio 2008
cos'è successo veramente al Pigneto? ...ecco che esce la versione "confessata" dei fatti, di una schematicità assai complessa e per nulla sconcertante, storia di ordinario degrado e di conclamata intolleranza (come al solito).
 Clicca sull'immagine per andare avanti


...ma che "arma" la mano di squadristi xenofobi, nullafacenti e annoiati cronici di straordinario tempismo, come se non aspettassero altro... Certo, che "l'Ernesto" (all'anagrafe tal Dario Chianelli, cinquantenne pregiudicato con il tatuaggio del Che, nato e cresciuto  nel bar e nell'atmosfera del film "Accattone" di Pasolini...) si sia "consegnato" alla Digos si sua spontanea volontà dopo aver rilasciato nella notte un'illuminante intervista al cronista di Repubblica, non ci crede proprio nessuno, non siamo nati ieri...!

Una storia di ordinario degrado ma che fa paura, uno spaccato di ciò che può succedere sul serio, da un momento all'altro, in ogni quartiere dove la comunità "è uscita di senno", dove la maleducazione ed il menefreghismo sono diventati il carattere dominante del vivere civico quotidiano...
Non certo colpa "soltanto" degli extracomunitari, clandestini o meno, ma più banalmente perchè non esiste più il deterrente della vergogna e del disonore, a pisciare per strada o parcheggiare in doppia fila...
POLITICA
25 maggio 2008
ma come si può parlare così, se si è Ministro degli Interni...??? non avere un minimo di ritegno non è una buona ragione per permettersi di irridere a tutto e a tutti, credo...!
attenzione: non è che sei al governo con una maggioranza "bulgara", e alla testa di un monocolore "blindato", eh ???

 ...mentre tu te ne stai gongolante al calduccio nel governo, altri hanno capito che c'è il "via libera" ad andare giù duri, di mano e di spranga...! tanto poi ci sei tu, e c'è Fini, che subito chiosate "che è altrettanto grave"...bla bla bla...

- bruciare stracci colorati a mo' di bandiere, che trucidare un inerme a calci...!

- montare la "farsa" (è provato, ormai! Qui in italianoqui in inglese) del rapimento di un neonato, che mettere in atto un autentico pogrom (che mai si era ancora visto dai tempi di Varsavia...)...!

 









(da repubblica.it - 25 maggio 2008 
"Non ci sarà dialogo con chi usa le molotov" ) (...)

« L'Unità titola: "Clandestinità e badanti, Maroni nell'angolo". Si sente così?

(Maroni ride.*) La Padania** titola l'esatto opposto: "Maroni avanti tutta, il popolo è con te". Anche in un sondaggio di Repubblica la gente, al 90%, è favorevole ad alcune misure. All'angolo ci sta chi ha nascosto i problemi sotto il tappeto, come l'Unità e la sua parte politica. Ma anche gli elettori di centrosinistra ora sostengono il mio pacchetto".
 »

« C'è il pericolo di un nuovo razzismo in Italia? A Roma due neonazisti hanno picchiato un barista del Bangladesh.
"L'Italia non è un paese razzista***. Episodi di questo tipo talvolta sono alimentati dai delitti commessi dai clandestini. Nomadi che rapiscono neonati****, violenze sessuali dei rumeni*****, incidenti stradali provocati da extracomunitari****** che finiscono pure in tv. Il pacchetto cerca di evitare reazioni che sono ovviamente da condannare. E che hanno a che fare con miti e subculture del passato******* che vanno combattute oltre che col codice anche sul piano culturale". »

ora alcune note esplicative, essenziali per una corretta informazione...
:
"Risus abundat in ore stultorum..." da Wikipedia: è una locuzione latina che letteralmente significa "Il riso abbonda sulla bocca degli stolti", ovvero qualcosa come "Chi ride esageratamente (di solito) è un imbecille".

**...peccato che tale foglio propagandistico sia letto solo da "leghisti", 8,3% dei voti per la Camera, mentre L'Unità, pur non essendo più un'organo di partito, è vicina al Pd, 33,2%....!

*** nessun commento, al lettore valutare se il razzismo in Italia, che varie organizzazioni per i Diritti Umani segnalano come "allarmante", sia già al livello del KuKluxKlan, o di quanto ne sia prossimo...

**** i nomadi NON rapiscono neonati, per quanto possano essere pazzi o incoscienti, ne hanno già abbastanza dei loro...! mentre invece c'è la mafia che li "usa" - eccome! - e chi volutamente e sciaguratamente sobbilla e "plagia" la pubblica opinione...vedi: ilGiornale.it del 20-05-2008... , sempre ilGiornale.it, e uno dei tanti che anche lui non ne può più delle mistificazioni "littorie"...Zingari, ebrei e bambini rapiti, sul blog di Gianluca NIGRO

***** per la cronaca, il caso più eclatante, quello di Giovanna Reggiani fu ancora un'altra falsità, perché l'assassino catturato, Romulus Mailat, non è per nulla uno zingaro, nè rom nè shinti, bensì un rumeno del gruppo etnico Bunjas, ma scatenò aggressioni e devastazioni in campi nomadi e baraccopoli di rom...  Maroni sa bene che è così, ma lo collega alla piaga-nomadi e non si cura di inserirlo nella risposta sul razzismo in Italia, mentre ciò che scatenò l'averlo attribuito in un primo tempo ai rom ne sono una delle manifestazioni più eclatanti...!

****** siamo al colmo...! gli extracomunitari che provocano incidenti gravi sarebbero "delitti commessi da clandesini", e un paio col morto ne sono in effetti capitati, ma le altre decine e decine causati da italianissimi bamboccioni benestanti, drogati o ubriaci e senza patente, cosa sono, signorino ministro?, delle fatalità ??? ...e dire che Roma è stata proprio in queste ore testimone dell'ultimo ennesimo caso: un gravissimo duplice omicidio ad opera di un italianissimo balordo bamboccio non patentato, a cui, dal padre incosciente, viene lasciata guidare una potentissima mercedes...! per costoro è previsto forse l'internamento come pericoli pubblic i??? (per fortuna che fu indubitabilmente rilevata la targa al volo da un passante coscienzioso, altrimenti sarebbe stata organizzata una bella "spedizione punitiva", e incendiata un'altra baraccopoli...!)

******* affinchè non si corra il rischio di essere presi per fresconi, va ricordato che "i miti e le subculture" sono ben piazzati affianco del sig,ministro, ridanciano e gaudente, nella sua "pittoresca" alleanza di gioverno, nonchè al Municipio di Roma... e che al Campidoglio si sono permessi di festeggiare con una gazzarra ignobile, una vera "marcia su Roma", altro che teatrino...! per non dire dell'odierno raid al Pigneto, a roma... cos'è stata, questa, un'allegra sortita tra amici con la... "febbre del sabato-sera" ?
a quando le "espulsioni" di questi italianissimi "clandestini"...???
IL POPOLO ITALICO TUTTO LE FAREBBE UN MONUMENTO, Ill.mo Sig. Ministro degli Interni...!!!
POLITICA
23 maggio 2008
A Milano stamani si sono riuniti Veltroni e i suoi anti-ministri... è una notizia, o no ? dai media e dai giornali-on-line poco o niente, dalla conferenza-stampa molto di ovvio, poco di eclatante, niente di "entusiasmante"...
sarà un caso, o dipende dal fatto che non c'è ancora un'opposizione in grado di motivare e convincere chi non li ha votati ???
Io francamente sono rimasto un po' deluso, mi aspettavo e mi aspetto ben altro... ma lascio ai lettori di questo blog commentare in merito: avete la mia stessa impressione ?

la notizia, da AGI-news: "Il governo-ombra all'attacco su Tv e fisco" VELTRONI: dialogo sulle riforme non pregiudicato da opposizione dura e netta...  

 Walter Veltroni spiega che nonostante le opinioni diverse sull'emendamento per salvare Retequattro dal satellite e l'annuncio di fare su questo "un'opposizione dura e netta, il dialogo sulle riforme non e' pregiudicato". Il ministro ombra delle comunicazioni, Giovanna Melandri, ha aggiunto: "Noi saremo costruttivi sulle riforme che servono al paese ma durissimi su quelle che servono a Berlusconi". Alla riunione del governo ombra, che si e' tenuta nella sede del Palazzo Pirelli a Milano, si e' parlato di federalismo. Veltroni, dopo aver incontrato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha riconosciuto: "Nasce l'idea di un federalismo differenziato, solidale, di uno Stato capace di ripensarsi in una logica che e' quella che e' stata suggerita dal lavoro delle Regioni che hanno indicato una via e una prospettiva a partire anche dal lavoro fatto in questa Regione, poi armonizzato in una posizione comune delle Regioni che costituisce un riferimento importante". Anche se il ministro ombra delle Riforme, Sergio Chiamparino (che oggi dovrebbe vedere Bossi) ha detto di non condividere la proposta federalista della Lombardia "perche' ci sarebbero pochissime regioni in grado di avere piu' risorse e la stragrande maggioranza delle regioni vedrebbe peggiorare significativamente le risorse a disposizione". Altro tema, il fisco. Il leader del Pd, ha ribadito che le priorita' da affrontare sono "salari, pensioni, stipendi e precariato. Di questo - lamenta - non si sente ancora parlare". Va bene l'intervento sugli straordinari, ha osservato, e "va benissimo l'intervento sull'Ici" ma ci sono cose piu' importanti: "Noi - ha spiegato - riteniamo urgentissimo affrontare il tema di coloro che la casa non possono acquistarla". Altro tema caldo, la sicurezza. Secondo Veltroni, il provvedimento varato dal governo Berlusconi "ricopia quasi tutti i punti dal provvedimento Amato" e quindi quelle misure "non potranno che trovare il nostro consenso. Ma altri punti, come l'introduzione del reato di immigrazione clandestina, non trovano il nostro consenso". Sul nucleare, infine, Melandri ha detto che "e' illusorio dire che la prima pietra del nucleare quarta generazione sara' tra cinque anni. Tutti gli esperti dicono che quel tipo di nucleare non sara' pronto prima di 8 o 10 anni". Secondo Melandri, "non bisogna passare da una impostazione ideologica all'altra" e piuttosto bisogna "agganciare il treno delle energie alternative". (AGI) - Roma, 23 mag. -

... e l'annuncio, dal sito del Partito Democratico:

Dove sono le priorità?

“Salari, pensioni e precariato”. Da Milano, sede della seconda riunione del "governo ombra", Walter Veltroni, segretario del Partito Democratico, non ha dubbi: queste le priorità. “E di questo non si sente ancora parlare", ha spiegato Veltroni, durante la conferenza stampa del PD. Tra i tanti temi, l'azione prioritaria per lo “shadow cabinet” resta l'emergenza economico-sociale in cui versa l'Italia.
“C'è una grande questione – osserva Veltroni - che non è stata messa all'ordine del giorno ed è la lotta al rischio di impoverimento di una grande parte della società italiana, serve un intervento del governo sulle questioni sociali”.
E sull'Ici, su cui aveva già lavorato il Governo Prodi con un abbattimento del 40% l'opinione è che "non sia sufficiente. Noi riteniamo urgentissimo affrontare il tema di coloro che la casa non possono acquistarla”. Per questo il PD intende rilanciare proposte presentate in campagna elettorale come il doppio intervento fiscale e la dismissione del patrimonio immobiliare pubblico”.
In tal senso la doppia fiscalizzazione è utile “per aprire il mercato degli affitti” e la vendita dei patrimoni comunali e statali per la “costruzione di case popolari”.

Il PD si impegnerà a portare avanti le sue idee con un'opposizione intelligente ma ferma, che “distingue i provvedimenti che servono al paese ma che contrasterà quelli che non sono a favore del Paese”. E per questo a Milano il Governo ombra ha presentato la proposta di legge per aprire un impresa in un giorno .

Anche sulla sicurezza Veltroni ha ricordato come “gran parte degli articoli sono copiati dal decreto Amato per cui non può non esserci il nostro consenso”. “Dissenso totale invece sul reato di clandestinità inserito proposto dal centro destra.
Visioni contrastanti anche sulle tante questioni in ballo, dalla Rai al nucleare passando per Alitalia. Infatti Veltroni precisa che “dialogare sulle riforme non significa non avere un'opposizione dura in Parlamento, non significa che non ci debba essere un confronto tra maggioranza e opposizione”.
E difatti entra nel vivo del confronto in atto tra maggioranza e opposizione. Rispetto all'acceso dibattito in corso alla Camera proprio sulla Rai e sull'emendamento al decreto “salva- frequenze”, Veltroni si augura “che ci sia una Rai nella quale non ci sia il peso dei partiti che c'è oggi, con un amministratore delegato che abbia i poteri necessari secondo quanto la legge Gentiloni aveva previsto con un arricchimento di responsabilità dell'amministratore delegato”.
Mentre sull'emendamento inserito all'improvviso, Veltroni si chiede “perché ci sia stato bisogno di introdurre surrettiziamente un tema di questo genere quando mi pare sull'argomento occorra aprire un dibattito parlamentare”

Veltroni poi ribadisce che il PD giudicherà dai provvedimenti e non dagli annunci, già a partire
da quello di Scajola di un possibile ritorno in Italia del nucleare.

“Non siamo in campagna elettorale – sottolinea il leader del PD - agli annunci devono corrispondere dei provvedimenti; se ci saranno li giudicheremo nel merito”. E aggiunge: “Non si capisce che tempi ci siano, non si capisce di quale generazione di energia nucleare. E' chiaro che si tratta di un approccio qualitativamente diverso”.

Anche per quanto riguarda Alitalia, Veltroni si chiede a che punto sia la formazione dell'eventuale cordata italiana, sbandierata ai quattro venti durante la recente campagna elettorale dal PDL.
“E' una questione urgente”
, ricorda il segretario del PD perché legata al prestigio internazionale del Paese e perché in ballo ci sono migliaia di posti di lavoro.

“Il tempo scorre – precisa Veltroni - e con esso scorrono le risorse disponibili del prestito ponte, ma non emerge una soluzione alternativa ad Air France che è stata messa alla porta”.
Ma Veltroni spinge anche per la questione legata al Malpensa, che, secondo il leader PD, dovrebbe essere separata da Alitalia.
“C'è bisogno – si augura Veltroni - di altre linee ed altri voli per separare il destino di Malpensa da Alitalia e per il bilanciamento a favore di Malpensa e di questa parte di territorio del Paese”.

Anche la scelta di realizzare l'incontro del governo ombra a Milano non è casuale.
“Abbiamo riunito il governo ombra a Milano – spiega Veltroni - perché vogliamo sottolineare l'importanza della città per il Paese”.
Infatti anche quando si trattò di organizzare l'assemblea costituente la scelta, come ha ricordato lo stesso Veltroni, cadde già allora sul capoluogo lombardo.
“L'attenzione per questa particolare area del Paese, importante dal punto di vista economico, sociale, culturale e politico – ribadisce Veltroni - l'avevamo sottolineata anche in occasione dell'assemblea costituente che avevamo tenuto proprio qui a Milano. I risultati elettorali anche in Lombardia sono stati soddisfacenti e il Partito Democratico moltiplicherà gli sforzi per accrescere il consenso”.
ECONOMIA
22 maggio 2008
Ieri, in conferenza stampa, il nostro beneamato "lìder maximo" ha annunciato fra l'altro - sempre col solito tono di quelli che... "le idee geniali vengono solo a me" - che le famiglie con redditi modesti e un mutuo-casa a tasso variabile...
...le cui rate si sono  "gonfiate" a dismisura per l'aumento/raddoppio dei tassi... potevano star felici: ha preso lui accordi con le banche...!
era evidentissimo che "gatta ci covava",
e che non sarebbe stata nient'affatto una pacchia!

...non son passate nemmeno ventiquattr'ore, ed ecco disvelato il "mistero":

il debitore non solo NON ci guadagna, anche se apparentemente sembrerebbe di sì,  poichè la rata tornerebbe ed essere quella del 2006, e resterebbe fissa..., ma ci rimetterebbe un sacco di soldi, perchè da "mutuo a tasso variabile, rata variabile, ma durata FISSA" diventerebbe un "mutuo a tasso variabile, rata fissa, ma durata VARIABILE".... insomma: UNA "BUFALA" ...! altro che "vedersi anche restituire dei soldi, in futuro...", come il nostro beneamato Imbonitore ha detto ieri raggiante....
il peggio del peggio, dunque!
auguri... tanto io il mio mutuo l'ho già estinto...!

Leggete, leggete tutti, e soprattutto spiegatelo bene ai vostri genitori, zii, nonni, suoceri... che al prossimo "pranzo di famiglia" vi verranno incontro raggianti dicendovi: "Hai visto il Berlusca che tu tanto temevi? ha SUBITO trovato la soluzione per il vostro problema di come pagate le rate del mutuo...!"
Buon pranzo, e buona digestione, dopo...!!!!
 

Il nuovo provvedimento sui mutui spiegato da uno che in banca ci lavora

...che conclude col seguente commento, che faccio mio e sottoscrivo:
"...Il provvedimento è perfetto, quindi: la gente crederà di risparmiare nell’immediato e si troverà con un altro mutuo da pagare alla fine del mutuo. Dal punto di vista mediatico è eccezionale, visto che gli effetti nefasti di questo provvedimento si vedranno tra qualche decina di anni mentre quelli apparentemente positivi si vedranno subito."
POLITICA
21 maggio 2008
ma allora era solo una questione di "soldi" - tanti, maledetti e subito! - da riversare su Napoli e sulla regione che già ha inghiottito MOLTO di più di ogni altra in Italia, per lo smaltimento-rifiuti ???

 non assunzione di responsabilità, nè di decisioni scomode, nè "fare-quel-che-serve", come nel resto del paese...
troppo facile, troppo ovvio, per nulla pagante in termini d'immagine, poco elettoralistico...!


Al diavolo il "pareggio di bilancio", alle ortiche la "riduzione della spesa pubblica", chissenefrega de "l'adeguamento dei salari minimi", del "contenimento degli affitti", delle "coppie a reddito insufficente", della mancanza cronica di alloggi popolari, della stabilizzazione dei precari, dell'incentivazione dell'economia, del rilancio della produzione e dell'esportazione stagnanti...!

ISTAT: FATTURATO INDUSTRIA A MARZO -4,3%, PEGGIORE DA 2004 (Agi)

dal corriere.it: Rifiuti, Silvio chiama Bertolaso al governo di L. Salvia 
"...E allora, 400 milioni di euro stanziati per la bonifica dei siti più a rischio, tra cui le discariche esaurite. Individuazione di almeno tre nuove discariche — ma dovrebbero essere cinque, una per provincia — per evitare gli accumuli per strada. Procedura d'emergenza per il completamento del termovalorizzatore di Acerra e la costruzione di altre strutture. Nomina di un commissario ad acta nei Comuni che non hanno fatto partire la raccolta differenziata. (...) Altri 10 milioni di euro sono invece per il capitolo sanità: 200 medici e pediatri monitoreranno il territorio."

da Carlo Bonini per “la Repubblica”:
"...il Paese 'scopre' dunque che, al netto delle discariche e di un inceneritore che (forse) verranno, nonché di un ciclo di smaltimento che semplicemente non esiste, Napoli, in questi ultimi otto anni, ha conosciuto un solo salvagente. I vagoni piombati destinati sino a ieri ai termovalorizzatori della Sassonia che hanno eliminato per sempre dal territorio campano 2 milioni di tonnellate di rifiuti.
Eppure, tra la metà di marzo e oggi, quei treni si sono prima diradati, quindi definitivamente fermati. Le 1.500 tonnellate al giorno di cui assicuravano lo smaltimento sono diventate la coperta da 60 mila tonnellate che, «improvvisamente», è tornata a soffocare la città. La "Ecolog", società del gruppo Ferrovie dello Stato, che assicurava in esclusiva il trasporto e conferimento della monnezza napoletana, è stata estromessa dal business con un tratto di penna. E i nuovi accordi firmati con i tedeschi prevedono ora un prezzo maggiore per tonnellata (circa 270 euro contro i 225 del passato) e un minore quantitativo massimo da smaltire in un anno (102 mila tonnellate).

up-date delle ore 20:
clamoroso!
...talmente abituato a "recitare"
e a mentire, a dire quel-che-capita,
che smentisce stizzito e rancoroso
(sempre con le donne... ancora con Repubblica...!)
perfino ciò che ha appena detto,
pochi minuti prima,
nella medesima conferenza stampa!

e dire che aveva auspicato "vita nuova per Napoli"...
ma smentisce ugualmente, pur di far dispetto all'interlocutrice..!
 

BERLUSCONI VS Conchita SANNINO, de "La Repubblica":
IL BATTIBECCO / LA FRASE INCRIMINATA

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